Torna dal parco, si toglie i guanti, e le mani sono gonfie, rosse in modo strano, e gli prudono da matti proprio adesso che è al caldo.
Non è la solita pelle secca d'inverno: potrebbero essere geloni.
Sono due cose diverse, si gestiscono in modo diverso, e la differenza si vede a occhio una volta che sai cosa guardare. In questa guida trovi come distinguerli, l'errore che facciamo quasi tutti quando rientriamo in casa, i gesti che aiutano e i casi in cui è il pediatra a doverli vedere.
Geloni o pelle screpolata? Come si riconoscono
La pelle screpolata è secchezza: la pelle tira, diventa ruvida, si arrossa in modo uniforme, si formano taglietti sottili soprattutto sulle nocche e attorno alle unghie. Arriva piano, peggiora con i lavaggi frequenti e il freddo secco, e migliora con la crema. Di quella parliamo per esteso nella guida alle mani screpolate.
I geloni sono un'altra storia: sono chiazze gonfie, un po' in rilievo, di un colore che tira al rosso scuro o al violaceo, di solito sul dorso delle dita — ma anche sui piedi, sulle orecchie, sulla punta del naso. Compaiono a distanza di qualche ora dal freddo, non subito. E hanno un segno inconfondibile: prudono e bruciano di più quando si torna al caldo, non mentre si sta fuori. Se tuo figlio sta benissimo al parco e comincia a lamentarsi appena entrate in casa, quello è il segnale.
Perché vengono (e perché non serve il gelo)
I geloni sono una reazione dei piccoli vasi sanguigni della pelle al freddo, soprattutto quando è accompagnato da umidità.
Quando fa freddo, i vasi si restringono per limitare la dispersione di calore. Quando poi mani e piedi vengono riscaldati troppo rapidamente, i vasi si dilatano di nuovo e, nelle persone predisposte, questo passaggio può favorire rossore, gonfiore, prurito o bruciore.
Ci sono due cose importanti da sapere.
La prima è che non servono temperature estreme: anche giornate fredde e umide, con temperature poco sopra lo zero, possono essere sufficienti.
La seconda è che i geloni non sono un congelamento: sono due condizioni diverse.
Nei bambini possono comparire più facilmente perché passano molto tempo all’aperto, corrono, si bagnano e magari restano a lungo con mani, calze o guanti umidi.
E poi c’è anche una componente individuale: alcuni bambini sono semplicemente più predisposti di altri.

L'errore che facciamo quasi tutti
Le mani sono gelate, e l'istinto dice: scaldale subito.
Acqua calda sotto il rubinetto, mani sul termosifone, borsa dell'acqua calda, o il phon.
È esattamente la cosa da non fare — è il passaggio brusco dal freddo al caldo a fare il danno, ed è il motivo per cui il gelone spesso compare proprio dopo la sera in cui “le abbiamo scaldate per bene”.
La regola è una sola: si scalda piano. Mani asciugate bene, un maglione o le vostre mani intorno alle sue, temperatura ambiente normale, e un po' di pazienza.
Il calore arriva comunque; arriva solo più lento, che è esattamente quello che serve.
I gesti che aiutano
- Asciugare bene le mani prima di uscire: umidità e freddo insieme mettono la pelle ancora più alla prova.
- Usare guanti asciutti e impermeabili: se si bagnano con neve, pioggia o pozzanghere, meglio cambiarli appena possibile. Un secondo paio nello zaino può essere molto utile.
- Attenzione anche ai piedi: calze morbide e traspiranti e scarpe che non stringano troppo, soprattutto quando si indossano calze più pesanti.
- Tenere in movimento mani e piedi quando si resta fermi al freddo: aprire e chiudere le dita o muovere i piedi può aiutare a mantenere una buona circolazione.
- Al rientro, riscaldare le mani gradualmente: niente fonti di calore troppo intense. Quando la pelle è tornata alla sua temperatura normale, si può applicare la crema abituale per aiutare a proteggerla e nutrirla.
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Se la pelle è già secca o sensibile, serve ancora più attenzione: screpolature e piccoli tagli possono rendere il fastidio maggiore. In inverno, una routine costante fa davvero la differenza.
Cosa non fare
- Non scaldare la zona troppo in fretta: niente acqua molto calda, termosifone, phon o borsa dell’acqua calda. Meglio lasciare che mani e piedi tornino gradualmente alla temperatura normale.
- Evitare di grattare: il prurito può essere fastidioso, ma grattare rischia di irritare ancora di più la pelle e favorire piccole lesioni.
- Niente prodotti “riscaldanti” o molto profumati: mentolo, canfora o sostanze che danno una sensazione intensa di caldo o freddo possono risultare fastidiose su una pelle già irritata, soprattutto se sensibile.
- Non bucare eventuali vescicole: meglio lasciarle integre per proteggere la pelle sottostante.
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Non utilizzare creme o pomate medicinali di propria iniziativa: se la zona è molto infiammata, dolorante o non migliora, è meglio chiedere indicazioni al medico.

Le domande più frequenti
Quanto ci mettono a passare?
Di solito qualche settimana, e migliorano man mano che le mani vengono tenute asciutte e al riparo dagli sbalzi. Se restano uguali o peggiorano, è il momento del pediatra.
Sono contagiosi?
No, per niente: sono una reazione della sua pelle al freddo, non qualcosa che si prende o si passa. Può andare a scuola e giocare con gli altri senza problemi.
Mio figlio li ha e gli altri no: è colpa mia che lo copro poco?
Quasi mai. Alcuni bambini sono semplicemente più predisposti, e succede anche a chi esce ben coperto. Quello su cui potete davvero incidere è il resto: mani asciutte, guanti di ricambio, e il rientro senza scaldare di colpo.
Mani e labbra sono le prime a segnalare che la stagione è cambiata. Se il problema è la secchezza, con i taglietti sulle nocche, la guida giusta è quella sulle mani screpolate.
Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce il parere del medico.
Un abbraccio,
Dott.ssa Lorenza

