
Tensioattivi! Tutto quello che devi sapere...
Ammettiamo di aggiungere in un recipiente due liquidi che non legano quali olio ed acqua.
Senza l’aggiunta del tensioattivo andranno ad aumentare la propria superficie di contatto formando così un liquido bifasico, che non può essere miscelato senza un input esterno (che sia esso di agitazione o di calore).
L'energia richiesta per permettere una emulsione può risultare enorme.
Ed è qui che entrano in gioco i tensioattivi: aggiungendo un tensioattivo alla miscela dei due liquidi immiscibili, esso agirà riducendo la superficie di contatto e la tensione interfacciale, stabilizzando il sistema.
Avremo quindi la formazione di piccole molecole disperse di un liquido all’interno dell’altro, una miscela “omogenea” di colore bianco/trasparente.
La quantità di tensioattivo da aggiungere, per avere questo effetto, varia a seconda delle proporzioni delle parti idrofile (acquose) e lipofile (grasse) all’interno del tensioattivo stesso.
Tensioattivi: che cosa sono e quali sono i rischi per la salute
I tensioattivi sono delle sostanze, di origine naturale o prodotti per sintesi chimica, entrati nell’uso comune. Sono presenti, infatti, in moltissimi prodotti di uso quotidiano, come i detergenti e i prodotti per la pulizia, ma anche nei cosmetici e nei farmaci.
Il campo di applicazione di questi composti è vastissimo, in particolare grazie alla loro capacità di rimuovere lo sporco e di bloccare lo sviluppo dei batteri. Inoltre, hanno il vantaggio di essere piuttosto economici e produrre parecchia schiuma: due motivi che li hanno resi diffusissimi nei prodotti di consumo.
Tuttavia, negli ultimi anni si è scoperto che alcuni tipi di tensioattivi, se usati in grandi quantità, sono dannosi per la salute in relazione ai residui di metalli pesanti che rilasciano nell’acqua, sui tessuti della pelle e nell’ambiente.
Tensioattivi chimici e tensioattivi naturali
I tensioattivi di origine naturale e quelli prodotti per sintesi chimica si differenziano per la materia prima da cui sono prodotti, vegetali nel primo caso e fossili nel secondo, anche se gli utilizzi e le caratteristiche sono piuttosto simili.
In natura esistono tensioattivi vegetali derivati dal cocco o dall’olio d’oliva. I saponi tradizionali, come il sapone di marsiglia, venivano prodotti proprio da questi oli.
I tensioattivi chimici, invece, sono prodotti attraverso petrolati, che possono essere dannosi per la salute e inquinanti, in quanto non sono biodegradabili.
Perché i tensioattivi possono essere dannosi per la salute
Sui tensioattivi chimici e sulla loro pericolosità le opinioni sono discordanti. Per quanto si tenti di negare i danni che queste sostanze portano all’ambiente e alla salute, molti esperti sono concordi nel denunciare il pericolo di queste sostanze, soprattutto per quanto riguarda quelli chimici.
Si ha un importante impatto sull’ambiente sia in fase di produzione, sia nel momento in cui vengono immessi nell’ambiente con gli scarichi. Durante la produzione, gli scarti dei petrolati possono finire nelle falde acquifere, attraverso le quali si diffondono nel suolo.
La scarsa biodegradabilità, inoltre, fa sì che provochino squilibri ambientali e inquinamento, in particolare nel mare dove alterano l’ecosistema.
I tensioattivi di origine vegetale di solito sono meno dannosi, tuttavia talvolta vengono anch’essi lavorati chimicamente, come nella produzione di etossilati, perdendo così la loro biodegradabilità.
Per quanto riguarda la salute di chi li utilizza, i danni maggiori derivano dai tensioattivi anionici, a causa della loro aggressività: per esempio, il Sodium Lauryl Sulfate (SLS) e il Sodium Laureth Sulfate (SLES) tendono a eliminare lo strato lipidico della pelle e sono sconsigliati per chi ha la pelle secca o delicata.
I rischi per la pelle sono elevati, in quanto, non essendo biodegradabili, rilasciano residui che restano attaccati ai tessuti. L’elevata esposizione a queste sostanze ha aumentato la sensibilità della pelle e ha reso molto frequenti dermatite allergiche da contatto o dermatiti di tipo irritativo.
Le virtù di una crema WaterLess
Una crema WaterLess, cioè senza acqua (ne esistono poche in commercio), evita l'emulsione tra acqua ed olio, avendo al suo interno solo sostanze grasse.
Per questo evita qualsiasi tipo di Tensioattivi, rendendo inutile la sua funzione.
Scopri la 1° Crema WaterLess sul Mercato Italiano: "Coccole di Elicriso"
Commenta
Questo sito è protetto da hCaptcha e applica le Norme sulla privacy e i Termini di servizio di hCaptcha.