I consigli della Dott.ssa Lorenza per la pelle sensibile

Sport e Pelle Sensibile: Quale Scegliere per tuo Figlio

Sport e Pelle Sensibile: Quale Scegliere per tuo Figlio

Nuoto e cloro, judo, danza, calcio: nessuno sport è vietato per una pelle sensibile — si sceglie e si gestisce. La guida pratica per le iscrizioni.
Perché la Dermatite Peggiora a Settembre (e Cosa Fare)

Perché la Dermatite Peggiora a Settembre (e Cosa Fare)

Mare e sole finiscono e la pelle se ne accorge: perché la dermatite spesso peggiora tra fine agosto e settembre, e come arrivare pronti al rientro.
Dermatite in Autunno: Perché Peggiora e Come Gestirla

Dermatite in Autunno: Perché Peggiora e Come Gestirla

Con l'arrivo dell'autunno cambia anche la pelle: le giornate si accorciano, le temperature scendono, e prima o poi arriva il giorno in cui si accendono i Caloriferi. Quando arriva il cambio di stagione so che è un momento delicato per la pelle di mio figlio Elia — e negli anni ho messo insieme i gesti che ci fanno arrivare pronti. Oggi li condivido con te. Una premessa per orientarsi: del rientro a scuola vero e proprio parliamo nella guida al rientro; questa è la stagione che viene dopo, quella dei primi freddi veri, del cambio armadio e dei termosifoni accesi. Perché in autunno la pelle spesso si riaccende L'aria si fa più secca, fuori e soprattutto dentro casa quando parte il riscaldamento: la pelle perde idratazione più in fretta. Temperature in discesa e vento portano via gli oli naturali che la proteggono — proprio quando ne servirebbero di più. Escono dagli armadi i capi pesanti: fibre che non respirano (poliestere, nylon) o che pizzicano (la lana a contatto). Cambiano i ritmi, e con loro le emozioni: la pelle e le emozioni si parlano, e i periodi di assestamento si vedono anche lì. Il cambio di stagione fatto bene: i cinque gesti La crema torna protagonista. Se d'estate la costanza si era allentata, l'autunno è il momento di rimetterla al centro: crema ogni giorno, ricca e senza profumo, in un momento fisso (dopo il bagno o prima del pigiama, con calma) — e una passata in più sulle zone che si seccano per prime. È la costanza a fare la differenza, non il prodotto miracoloso, che non esiste. Bagni brevi e tiepidi. Lo so, con il freddo la tentazione del bagnetto serale bollente è tanta — ma l'acqua molto calda scalda cinque minuti e secca per ore. Tiepida, breve, con un detergente delicato nella giusta dose; e se il rito serale che rilassa vi manca, spostatelo sulla crema, non sull'acqua. Come lavare senza irritare è nella guida alla detersione. Il giorno dei caloriferi. Quando si accendono, l'aria di casa cambia in 48 ore. Le regole: temperatura moderata (18-20 gradi bastano), aerare ogni giorno anche col freddo, e se l'aria è secchissima un recipiente d'acqua sul termosifone aiuta — l'umidificatore va bene solo se tenuto davvero pulito. In camera, la notte, calorifero basso o spento: il fresco è amico del sonno e della pelle. Il cambio armadio. I capi che escono dall'armadio dopo mesi si lavano prima di indossarli — e quelli nuovi sempre, come da regola dei vestiti nuovi. A contatto con la pelle va il cotone; lana e pile mai diretti (sopra una maglietta sì); e per le giornate autunnali dai tre climi — mattina fredda, mezzogiorno mite, sera gelida — la risposta sono gli strati leggeri, che si tolgono e si mettono. Fuori casa. I raggi del sole non vanno in ferie a ottobre: nelle gite e nei pomeriggi lunghi all'aperto la protezione solare ha ancora senso. E occhio alle due sentinelle della stagione fredda: le mani, che tra lavaggi a scuola e primi freddi si screpolano per prime — la guida dedicata è qui — e le labbra, che meritano un capitolo tutto loro. Le emozioni dei ritmi nuovi L'autunno porta ritmi pieni: scuola avviata, sport, giornate corte. E per un bambino con la pelle sensibile, la tensione si vede spesso proprio sulla pelle. I tre gesti che aiutano: ascoltare e accogliere quello che prova, senza minimizzare; tenere una routine prevedibile — orari, riposo, il momento fisso della crema come punto fermo; e lasciare spazio alle attività che scaricano, dal disegno alla corsa al parco. Del legame tra emozioni e pelle parliamo nella guida dedicata allo stress; del rientro di settembre nello specifico, nella guida al rientro. Quando serve il pediatra Se il peggioramento è rapido o si estende a zone nuove. Se il prurito fa saltare il sonno per più notti. Se compaiono segni di infezione: crosticine giallastre, calore, dolore, zone che trasudano. Le domande più frequenti Il bagnetto caldo lo rilassa: devo proprio rinunciare? Sì, inizia a farlo meno, tiepido e breve, e la parte che rilassa — la calma, le mani, la voce — si sposta sul momento della crema. Il rito resta, cambia solo come. La lana è vietata? Sì. Meglio cotone sotto a più strati — e se un capo da fastidio, non è il capo giustoper lui, per quanto bello sia. Serve davvero la crema solare anche in autunno?  Nelle giornate lunghe all'aperto — la gita, il pomeriggio al parco, la montagna — sì, senza drammi: i raggi UV ci sono tutto l'anno, solo più gentili.Per la passeggiata di dieci minuti, bastano sciarpa e buon senso. E quando arriveranno il freddo pieno, i pomeriggi al chiuso e i caloriferi sempre accesi, quella sarà la stagione successiva: la guida all'inverno è già qui ad aspettarvi. Non serve fare tutto: servono i cinque gesti del cambio, ripetuti con calma — e l'autunno diventa una stagione come le altre. Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. Un abbraccio,Dott.ssa Lorenza
dermatite acuta

Dermatite acuta, cosa fare nei momenti peggiori

La dermatite acuta è un disturbo cutaneo che può manifestarsi con arrossamenti, gonfiore, prurito e fastidio, creando notevoli disagi. Chi ne soffre sa quanto possa essere difficile gestirla, soprattutto quando i sintomi peggiorano. Se durante i periodi di “calma” i sintomi sono tollerabili, nelle fasi acute tutto peggiora. Ecco che è facile spaventarsi, soprattutto quando chi soffre è il tuo bambino. Niente panico: ci sono diverse soluzioni per calmare l'infiammazione e ridurre il prurito in modo efficace. Parola di mamma e di farmacista. Cos'è la dermatite acuta? La dermatite acuta altro non è che uno stato infiammatorio improvviso e intenso della pelle caratterizzato da arrossamento, prurito, irritazione e spesso comparsa di vescicole o bolle. Essa può davvero compromettere il benessere e la quotidianità, soprattutto quando non viene gestita correttamente. Sintomi della dermatite acuta: riconoscerli subito In questa fase, ogni sintomo risulta più intenso e difficile da gestire, come: Rossore intenso Prurito forte e fastidioso Secchezza e screpolature Possibile presenza di vescicole o bolle che possono rompersi con conseguenti croste o emorragie leggere Irritazione e ispessimento cutaneo nelle forme croniche ripetute Nei bambini, questi sintomi possono emergere in concomitanza con malessere e disturbi del sonno. Come alleviare i sintomi durante un episodio acuto E’ importante affrontare fin da subito un episodio di dermatite acuta nel momento in cui iniziano a peggiorare i sintomi. Ecco quello che puoi fare: L’idratazione è fondamentale. Molti dei sintomi peggiorano proprio perché la pelle perde la sua barriera protettiva naturale, diventando secca e arrossata. Usa creme nutrienti e ricche di ingredienti lenitivi.Coccole di Elicriso è una crema naturale pensata proprio per aiutare la pelle a spegnere il rossore e il fastidio, grazie all’uso di oli e burri nutrienti e di estratti lenitivi (primo tra tutti, l’elicriso). Evita di grattare le lesioni. Anche se la tentazione è forte, grattare può solo che peggiorare la condizione della pelle, creare crosticine o sanguinamento. Rivedi l’alimentazione per i prossimi giorni. Evita alimenti infiammatori (come glutine, lattosio, zuccheri e alimenti iper-lavorati) o alimenti che possano creare reazioni allergiche. Regola il termostato. La casa dovrebbe avere la giusta quantità di umidità. Un’aria troppo secca o troppo umida  può peggiorare la pelle. Prevenire è meglio che curare Per prevenire gli episodi di dermatite acuta, in particolare nei neonati e nei bambini, è fondamentale adottare una serie di accorgimenti volti a mantenere la pelle idratata e protetta, e a ridurre l'esposizione a fattori irritanti o scatenanti. Ecco le principali misure di prevenzione consigliate: Idratazione quotidiana della pelle. Non limitarti a usare la crema lenitiva nei periodi acuti, ma mantieni il benessere applicandola tutti i giorni. Evita i fattori irritanti ambientali: riduci il contatto con fumo, polveri, acari, inquinamento e sostanze chimiche aggressive. Usa vestiti con fibre rigorosamente naturali, come il cotone e il bambù, ma anche la seta e il cachemire. Igiene degli indumenti e biancheria: lava con detersivi delicati, preferibilmente senza profumo e scegliendo formulazioni in polvere o panetto. Allergie: se c’è una storia familiare di allergie, monitora l’introduzione di nuovi cibi e controlla eventuali intolleranze o reazioni allergiche, sempre sotto consiglio medico. Dermatite acuta nei bambini: cosa fare Ognuno dei consigli che ti ho illustrato in questo articolo è sicuramente valido anche per i bambini. Ma noi mamme sappiamo che non è sempre facile dire a un bambino “non ti grattare” oppure “mangia questo frutto invece della merendina”. E allora cosa fare? Non arrenderti: ecco qualche consiglio aggiuntivo che utilizzo anch’io nella vita quotidiana con i miei figli. Distrazioni. Far smettere di grattarsi a un bambino che affronta un episodio di dermatite acuta è davvero difficile!Piuttosto, distrailo con giochi e attività che gli piacciono. Magari è guardare un cartone animato, oppure cantare una canzoncina, o fare qualche gioco in compagnia. Coinvolgilo in cucina. Gli alimenti anti-infiammatori sono spesso i più sani, e anche quelli meno ambiti dai bambini. Per renderli più appetibili, crea una forma divertente con il cibo, e fatti aiutare dal tuo bambino. Nel mio libro di ricette “Alimentazione e Pelle Sensibile” puoi trovare una miriade di trucchi di questo tipo. Attenzione ai bagnetti. Nei periodi acuti è meglio non eccedere con i lavaggi, che possono peggiorare l’irritazione. Pochissimi bagnetti, acqua rigorosamente tiepida, e detergenti delicati come un Amido o un Olio Bagnetto. Tieni le unghiette corte. Così eviterai che si graffi o si creino infezioni. Se i sintomi non migliorano, ti consiglio di rivolgerti al tuo pediatra o dermatologo di fiducia. Affrontare la dermatite acuta è possibile Non farti spaventare dalla comparsa o peggioramento improvviso dei sintomi. Gli episodi di dermatite acuta capitano, anche quando si è molto attenti, ma possono essere risolti con i giusti accorgimenti. Il mio consiglio? Oltre a gestire la fase acuta, implementa anche una routine di prevenzione. In questo modo, il prossimo episodio acuto sarà più gestibile, e tu saprai già come affrontarlo. Per te, e per il benessere del tuo bambino. Un abbraccio,dott.ssa Lorenza
Dermatite ed Eczema: come capire la tua pelle

Dermatite ed Eczema: come capire la tua pelle

Dermatite e eczema, due condizioni della pelle molto simili.  Irritazione, rossore, pelle secca: sono tutti sintomi comuni ad entrambe.  Spesso, infatti, si usano i termini dermatite ed eczema come fossero sinonimi. In parte lo sono, ma non sempre. Capire le differenze e i legami tra questi due termini è importante per orientarsi meglio nella prevenzione, nella scelta dei prodotti e nei percorsi di cura quotidiani. Cosa si intende per “dermatite”? Il termine dermatite deriva dal greco “derma” (pelle) e “-ite” (infiammazione). Si tratta dunque di un termine generico che indica un’infiammazione della pelle, con sintomi come: arrossamento, prurito, desquamazione, bruciore o dolore, secchezza, comparsa di vescicole o lesioni. Esistono molte forme di dermatite: dalla dermatite atopica (molto comune nei bambini) alla dermatite da contatto, seborroica, nummulare, da sudore e altre ancora. Ognuna ha cause diverse: genetiche, ambientali, allergiche, legate a squilibri della barriera cutanea o un insieme di queste. E l’eczema? Il termine eczema è spesso usato in modo intercambiabile con dermatite, ma più precisamente: Eczema è una manifestazione clinica, ovvero il modo in cui una dermatite si presenta. Per esempio, si può avere eczema atopico, eczema da contatto, eczema disidrosico… e sono tutte forme di dermatite. In pratica: tutti gli eczemi sono dermatiti, ma non tutte le dermatiti sono eczemi. L’eczema tende a descrivere una condizione in cui la pelle si presenta: estremamente secca, arrossata, pruriginosa, con vescicole che possono rompersi e formare croste. I legami tra dermatite ed eczema Molto spesso, quando una mamma riceve una diagnosi di “eczema infantile” o “eczema atopico”, sta affrontando in realtà una forma di dermatite atopica. Ciò che le unisce è il coinvolgimento della barriera cutanea, che si indebolisce e lascia penetrare agenti irritanti o allergeni. La pelle perde idratazione e diventa vulnerabile, scatenando infiammazione e prurito. In entrambi i casi (che si parli di dermatite o eczema), è utile agire in modo profondo e quotidiano su tre fronti: Pelle – con prodotti naturali, senza acqua e senza conservanti, che nutrano e leniscano davvero. Ambiente – riducendo l’esposizione a irritanti (saponi aggressivi, tessuti sintetici, sbalzi di temperatura, eccesso di umidità o secchezza). Interno – attraverso una corretta alimentazione. Perché è importante riconoscere le differenze Capire se si è di fronte a una dermatite occasionale (come quella da contatto) o a un eczema ricorrente (come nel caso della dermatite atopica) cambia completamente il tipo di attenzione da mettere in atto. Una dermatite lieve da contatto, ad esempio, può risolversi in pochi giorni evitando l’agente irritante e applicando una crema lenitiva.Un eczema cronico, invece, richiede un approccio a 360°, fatto di cura quotidiana, monitoraggio, e supporto anche dall’interno. Metodo Pelle Sana è nato proprio per affrontare ogni giorno  rossore e prurito, anche di condizioni croniche della pelle, come la dermatite atopica. In sintesi: Termine Significato Quando si usa Dermatite Infiammazione della pelle Termine generico Eczema Forma di dermatite, con prurito e secchezza importanti Termine clinico, più specifico In parole più semplici, l’eczema è un’espressione della dermatite. In entrambi i casi, comunque, parliamo di una condizione nella quale la pelle è irritata e infiammata. Capire quale problema si sta affrontando aiuta a usare il giusto approccio per gestire i sintomi. Da dove vengono queste parole Un dettaglio che aiuta a ricordare la differenza. Dermatite viene dal greco derma, pelle, e dal suffisso -ite, che in medicina indica un'infiammazione: letteralmente “pelle infiammata”, e basta. Eczema viene invece da ekzein, che significa ribollire: per le piccole vescicole che compaiono sulla pelle e che a chi le osservava secoli fa ricordavano delle bollicine in superficie. Una parola descrive la causa, l'altra descrive l'aspetto — ed è esattamente il motivo per cui convivono ancora oggi. Le altre parole che si leggono sui referti Capita di tornare dalla visita con un foglio pieno di termini diversi. Ecco cosa vogliono dire, in ordine dal più generico al più preciso: Dermatosi. È il contenitore più grande di tutti: indica qualunque malattia della pelle, infiammatoria o no.Se leggete questa parola, vuol dire soltanto “qualcosa che riguarda la pelle”: da sola non dice altro. Dermatite. Una dermatosi in cui c'è infiammazione. Sempre generico, ma un passo più preciso. Eczema (o dermatite eczematosa). Il modo in cui quell'infiammazione si presenta: secchezza importante, prurito, vescicole, croste. “Dermatite eczematosa” e “eczema” dicono la stessa cosa — la prima è solo la versione più formale, quella che si trova scritta. Eritema. Qui cambia tutto, ed è la confusione più frequente: eritema significa solo ARROSSAMENTO, cioè un segno, non una condizione. È quello che si vede dopo una scottatura solare, con il caldo, con lo sfregamento. Un eczema di solito contiene eritema; un eritema da solo non è un eczema. Come si riconosce un eczema Non sostituisce l'occhio del medico, ma questi sono gli elementi che di solito lo caratterizzano: La pelle è secca e ruvida al tatto anche fuori dalle zone arrossate — spesso è il primo segnale, prima ancora del rossore. Il prurito c'è quasi sempre, ed è il protagonista: un arrossamento che non prude difficilmente è un eczema. Compaiono chiazze dai bordi sfumati, non linee nette: se il contorno è preciso e geometrico, spesso si tratta di un contatto con qualcosa (un bottone, un elastico, una crema). Nelle fasi più vive possono esserci piccole vescicole che si rompono e lasciano crosticine. Va e viene, con periodi migliori e peggiori legati a stagione, tessuti, stress — mentre un'irritazione occasionale compare, dura qualche giorno e passa. Nei bambini segue l'età: guance e viso nei primi mesi, poi pieghe di braccia e ginocchia crescendo. La parola definitiva su cosa sia è del pediatra o del dermatologo. Quello che potete fare voi è arrivare alla visita con informazioni utili — da quanto dura, dove compare, cosa sembra peggiorarlo.Alla fine, per la vita di tutti i giorni, la parola sul referto cambia meno di quanto sembri: che si chiami dermatite o eczema, la pelle chiede le stesse cose — detersione delicata, idratazione costante, meno irritanti intorno e attenzione a quello che la fa peggiorare. La differenza tra i termini serve a capirsi con il medico; la routine quotidiana resta la stessa. Come si costruisce, giorno per giorno, lo trovate nelle nostre guide pratiche. Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. Un abbraccio,Dott.ssa Lorenza
Croste in Testa nei Bambini: Cause e Cosa Fare

Croste in Testa nei Bambini: Cause e Cosa Fare

Passi la mano tra i capelli di tuo figlio e senti quelle crosticine ruvide, gialline, attaccate alla cute.Sulla fontanella, dietro le orecchie, lungo l’attaccatura dei capelli. La prima domanda viene spontanea: si devono togliere? La risposta breve è: mai strapparle. Prima vanno ammorbidite. In questo articolo vediamo perché si formano, come rimuoverle con delicatezza senza irritare la pelle, come distinguere la classica crosta lattea dei primi mesi dalle crosticine che possono comparire nei bambini più grandi e in quali casi è meglio chiedere il parere del pediatra. La crosta lattea: cos'è davvero Nei primi mesi di vita è la causa più comune in assoluto, e non ha niente a che vedere con il latte né con l'igiene: il nome è solo un'eredità popolare. Succede perché nelle prime settimane le ghiandole della pelle del neonato lavorano ancora sotto la spinta degli ormoni della mamma e producono più sebo del normale; quel sebo trattiene le cellule che la pelle elimina, e insieme formano le squame giallastre che tutti conosciamo. Sono antiestetiche e basta: non fanno male, non prudono quasi mai, e nella grande maggioranza dei casi se ne vanno da sole entro il primo anno. Come si tolgono, senza fare danni Circa 10 minuti prima del bagnetto, applica un velo di olio vegetale delicato sulle crosticine. L’obiettivo non è “scioglierle”, ma ammorbidirle. Poi lava delicatamente il cuoio capelluto con acqua tiepida, mai calda, evitando sfregamenti energici e Shampoo inutili Dopo il bagnetto, quando la cute è ancora morbida, tampona con un asciugamano morbido di cotone. Quello che si stacca facilmente può venire via; quello che resta attaccato non va forzato né grattato. La cosa importante è la delicatezza e la costanza: le crosticine non vanno eliminate tutte in una volta. Meglio accompagnarle gradualmente, senza insistere. Quando invece non è crosta lattea Nei bambini più grandi, o quando le croste tornano sempre, le cause più frequenti sono altre — e cambiano il modo di gestirle: Dermatite seborroica. È la parente adulta della crosta lattea: zone rosse con squame più untuose, spesso nella zona della nuca, dietro le orecchie, ai lati del naso. Tende ad andare e venire. Pelle a tendenza atopica. Qui il cuoio capelluto è una delle zone coinvolte, insieme ad altre: la pelle è più secca che untuosa, le squame sono fini, e soprattutto PRUDE — è il segnale che distingue meglio le due cose. Reazioni a quello che si usa. Uno shampoo nuovo, un cappello sintetico, il cloro della piscina, un lavaggio troppo frequente. Se le croste sono comparse dopo un cambiamento, il cambiamento è il primo sospettato. Il grattarsi. Una zona grattata a lungo si irrita, fa crosticine, prude di più e si gratta ancora. Se il prurito è il protagonista, il lavoro vero è su quello. I lavaggi: quanto e come Non tutti i giorni: due volte a settimana bastano nella maggior parte dei casi, salvo sudate importanti o sporco vero. Acqua tiepida, mai calda: il caldo irrita una pelle già infiammata e ne aumenta la secchezza. Poco prodotto e delicato. Attenzione alla parola “delicato” sulle etichette: non è una garanzia, si guarda la lista ingredienti — meno cose ci sono, meglio è, e senza profumo. Sciacquare bene: i residui di shampoo sul cuoio capelluto sono una causa di irritazione che nessuno considera. Asciugare tamponando, e phon tiepido o niente phon. Cosa non fare Non strappare le croste, in nessun caso e per nessun motivo. È la regola numero uno. Niente prodotti da adulti: shampoo antiforfora, lozioni, oli essenziali puri. Sono pensati per un'altra pelle. Niente trucchi casalinghi aggressivi sul cuoio capelluto di un neonato: limone, alcol, bicarbonato. Non lavare più spesso pensando di “pulire via” il problema: il più delle volte lo peggiora Quando farle vedere al pediatra Se la zona è molto arrossata, calda, gonfia, o se le croste trasudano. Se ci sono chiazze rotonde con capelli spezzati o assenti in un punto preciso. E negli adulti e nei ragazzi Il cuoio capelluto che si arrossa e desquama non è solo cosa da neonati: negli adulti le cause più comuni sono la dermatite seborroica, le reazioni a tinture e prodotti per capelli, e i periodi di stress, che su questa zona si vedono parecchio. I principi restano gli stessi: lavaggi meno frequenti, acqua tiepida, prodotti semplici, non grattare. Le domande più frequenti Se le tolgo tutte, tornano? Finché la pelle è nella fase che le produce, sì, possono riformarsi — e va bene così. L'obiettivo è tenerle morbide e la pelle sotto integra, finché la fase passa da sola. È colpa mia che non lo lavo abbastanza? No, e questa è la domanda che sento più spesso. La crosta lattea non ha niente a che fare con l'igiene: viene anche ai bambini lavati tutti i giorni. Anzi, lavare di più spesso peggiora. Sono contagiose?  No. Né la crosta lattea né la dermatite seborroica si prendono o si passano: può frequentare l'asilo e stare con gli altri bambini senza nessun problema. Cadranno anche i capelli? Qualche capello viene via insieme alle croste, ed è normale: ricresce. Se invece notate una chiazza senza capelli con i bordi netti, quella si fa vedere dal pediatra. Le croste in testa sono una delle cose che spaventano di più e che quasi sempre si risolvono da sole, con pazienza e mani leggere. Se il prurito è il protagonista, la guida giusta è quella sul prurito; se il tema è come lavare senza irritare, ne parliamo qui. Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. Un abbraccio,Dott.ssa Lorenza
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Prurito pelle dei bambini con dermatite atopica: 5 trucchi per farlo passare

Il prurito alla pelle dei bambini con dermatite atopica è uno dei sintomi più fastidiosi, sia per i piccoli che per i genitori.  Se il tuo bambino si gratta spesso, anche durante la notte, finisce per peggiorare lo stato della pelle già irritata e perfino causare piccole ferite. Era uno dei sintomi più presenti in mio figlio Elia, che soffre di dermatite atopica fin dai primi mesi di vita. Continua a leggere, perché qui scoprirai 5 trucchi efficaci per alleviare il prurito della pelle nei bambini e migliorare la qualità della loro vita quotidiana e del sonno. Cos’è il prurito da dermatite atopica? Non tutti i pruriti sono uguali, ma ci sono alcuni casi particolari che meritano più attenzione. E’ il caso della dermatite atopica, una malattia infiammatoria cronica della pelle, molto comune nei bambini, che si manifesta con arrossamenti, secchezza, desquamazioni e appunto prurito intenso. Il prurito può essere scatenato da diversi fattori: sbalzi di temperatura, sudore, detersivi aggressivi, tessuti sintetici o semplicemente stress. Per questo è fondamentale agire su più fronti con una routine mirata e costante. Come faccio a sapere qual è la causa del prurito della sua pelle? Una domanda molto comune, e che mi fanno tante mamme. Se il tuo bimbo mostra segnali come: Prurito insistente, che non passa dopo settimane o mesi Rossore, soprattutto su arti, viso, gomiti e ginocchia Pelle molto secca, anche con crosticine Allora è probabile che si tratti di dermatite atopica. Prurito pelle dei bambini, ecco come lo risolvo Che si tratti di dermatite atopica, o un’irritazione temporanea (come nel caso di pelle sensibile o pelle secca), ci sono alcuni accorgimenti che puoi adottare per aiutare il tuo bimbo a stare meglio. Idratazione quotidiana con prodotti naturali e lenitivi Una pelle secca è una pelle che prude. Per questo il primo trucco è mantenere la pelle sempre ben idratata con creme emollienti e naturali, prive di profumi e sostanze irritanti. Scegli prodotti formulati specificamente per la pelle sensibile dei bambini. Non tutti i prodotti sono uguali, anche quando sull’etichetta c’è scritto “per pelle sensibile” o “per pelle atopica”. Devono avere ingredienti davvero puri: senza conservanti, petrolati o altre sostanze chimiche che possono irritare. Coccole di Elicriso è stata pensata per alleviare i sintomi della dermatite, incluso il prurito: lenisce, protegge e coccola la pelle. Un consiglio in più: applica la crema subito dopo il bagnetto, per aiutare a trattenere l’idratazione e proteggere la pelle dall’azione dell’acqua (SI, L’ACQUA PEGGIORA). 2. Evita i 4 errori più comuni nella routine quotidiana Molti genitori, in buona fede, commettono alcuni errori quotidiani che peggiorano il prurito della pelle dei bambini: Lavaggi troppo frequenti o con detergenti aggressivi Strofinare forte la pelle con l’asciugamano, invece di tamponarla Vestiti sintetici o troppo stretti Cambi di temperatura repentini oppure uso smodato dell’aria condizionata Correggere questi comportamenti è il secondo trucco per ridurre l’irritazione e il bisogno di grattarsi. Opta per detergenti delicati, vestiti in fibre naturali e ambienti con temperatura stabile. 3. Crea una routine serale calmante La sera è spesso il momento in cui il prurito si intensifica, disturbando il sonno del bambino. Qui spiego meglio perché succede, e come fare per evitarlo. Una routine serale rilassante può aiutare molto. Ecco cosa fare: Bagnetto tiepido (max 10 minuti) con prodotti delicati, come la nostra linea Bagno di seta  Asciugatura tamponata, senza strofinare Massaggio con crema lenitiva, come Coccole di Elicriso Pigiama morbido e traspirante Favola o coccole per rilassarsi 4. Rafforza la barriera cutanea dall’interno Alimentazione e salute dell’intestino sono due elementi fondamentali per il benessere della pelle.  Ciò che mangia il tuo bambino non deve essere trascurato. Una buona routine olistica include alimenti antinfiammatori e adatti alle pelli sensibili. In alcuni casi, probiotici e vitamina D possono supportare la salute della pelle dall’interno, aiutando a rinforzare il sistema immunitario e la barriera cutanea. Vita Bioma è il nostro integratore di probiotici per bambini pensato per donare equilibrio alla flora intestinale Vita D3rma è il nostro integratore di vitamina D, fondamentale per proteggere il sistema immunitario Ovviamente è importante parlarne con il pediatra prima di introdurre qualunque integratore. 5. Distrazione e strategie “anti-grattamento” Quando il prurito si fa sentire, il bambino tende a grattarsi compulsivamente. Il quinto e ultimo trucco è aiutarlo con tecniche di distrazione e alternative innocue: Giochi manuali o attività rilassanti Uso di peluche morbidi da tenere in mano Calzini sulle mani durante la notte Educare il bambino, se ha l’età giusta, a "grattare" attraverso il tessuto o a toccare la pelle senza unghie Questi piccoli gesti possono fare una grande differenza, e aiutare dove prima sembrava non esserci una soluzione. Un Metodo Olistico per il prurito dei bambini Il prurito alla pelle dei bambini con dermatite atopica non va sottovalutato, ma può essere tenuto sotto controllo con costanza, attenzione e piccoli accorgimenti quotidiani. Seguendo questi 5 trucchi, potrai migliorare il benessere della pelle del tuo bambino e aiutarlo a vivere meglio, giorno dopo giorno. E se hai bisogno di altri consigli e guide pratiche, visita il mio Blog, oppure dai un’occhiata al catalogo di prodotti per pelli sensibili e delicate. Se il prurito arriva da piccole bolle sulle dita delle mani, ne parliamo in questa guida. Un abbraccio,Dott.ssa Lorenza  
Dermatite Atopica in Estate, come affrontarla?

Dermatite Atopica in Estate, come affrontarla?

Dimmi se è successo anche a te: dermatite atopica, estate. Il sole splende, magari vai in spiaggia con i tuoi bambini. Per un po’ la pelle sembra migliorare, e poi… peggiora tutto! Molti dei genitori con cui parlo aspettano con ansia l’arrivo della bella stagione: la dermatite atopica in estate diventa molto più gestibile per i loro bambini. Eppure, c’è una percentuale di bambini che vede peggiorare i sintomi in estate. Il sole non aiuta, l’acqua di mare aumenta il rossore. Basta davvero poco per rovinare una bella vacanza in famiglia. Io lo so bene: è proprio quello che è successo con mio figlio Elia. La sua prima vacanza al mare è stata terribile: rossore e irritazione dappertutto. Avevo perfino comprato una delle migliori creme solari da farmacia, che purtroppo ha solo peggiorato la situazione. Il risultato? Vacanza rovinata. Ma l’estate può diventare una preoccupazione continua: ecco perché ho compilato una lista di consigli utili per affrontare la dermatite atopica in estate. Dermatite atopica in estate, speranza o tragedia? L’estate dovrebbe essere un sollievo. Eppure per molte mamme inizia un nuovo incubo: sudore, bollicine, arrossamenti… E’ vero, nella maggior parte dei casi il sole e le vacanze portano sollievo a chi ha la dermatite atopica.  Tuttavia, non è sempre così: a volte sembra migliorare, e poi compaiono sintomi sempre più acuti.  Sudore, sabbia, cloro e caldo possono diventare veri e propri nemici per una pelle già sensibile, soprattutto se atopica. Ma con qualche accorgimento mirato (e tanto buon senso), si può vivere un’estate più serena, senza peggiorare i sintomi. Perché la dermatite può peggiorare in estate? Nonostante il sole possa avere un’azione positiva, alcuni individui possono avere reazioni negative.  Sono diversi i fattori che possono peggiorare la dermatite atopica in estate. Tra i più comuni ci sono: Sudorazione eccessiva. Può causare occlusione dei pori e irritazione Uso di vestiti stretti o in fibre sintetiche Aria condizionata e deumidificatori. Soprattutto se c’è una forte differenza di temperatura tra l’interno e l’esterno. Insetti (come le zanzare) e altri irritanti, come piante selvatiche, soprattutto in aree in mezzo alla natura Sabbia e mare: le piccole particelle della sabbia e del sale possono creare dei microsfregamenti Uso di tanti prodotti, soprattutto se non sono formulati per pelli sensibili (solari, antizanzare, doposole, ecc.) Cloro delle piscine Errori comuni da evitare in estate Non solo fattori irritanti: spesso la pelle atopica peggiora in estate perché non si prendono le giuste precauzioni. Molti genitori fanno questi errori, senza sapere che stanno contribuendo all’irritazione della pelle del proprio bambino. Lavare troppo spesso nel modo sbagliato (per esempio, sfregando forte con l’asciugamano) e con detergenti aggressivi Lasciare la pelle umida a lungo Applicare troppi prodotti (il troppo stroppia! Meglio usare pochi prodotti, ma delicati e nutrienti) Cosa fare per migliorare la dermatite atopica in estate? L’esperienza mi ha insegnato che è possibile migliorare la dermatite atopica, anche in estate. L’importante è attuare qualche accorgimento, anche quando si tratta di esporre la pelle al sole estivo. In linea di massima, io evito sempre di esporre i miei figli alla luce solare nelle ore più calde. Questo consiglio è valido per tutti i bambini, ma ancora di più se la loro pelle è sensibile. Oltre a ciò, ecco quello che faccio per proteggere la loro pelle ogni giorno: Bagnetto con acqua tiepida, usando un amido e il nostro Olio Bagnetto Usare Doccia Polvere dopo la piscina o mare o se si sporcano molto Tamponare bene, mai strofinare Usare una crema protettiva e nutriente (come la nostra Coccole di Elicriso, quando serve emollienza) Vestiti in cotone, traspiranti Idratazione costante e dieta equilibrata Bere regolarmente e mangiare frutta e verdura ricche di antiossidanti (aiutano la pelle e l’infiammazione) Non mettere l’antizanzare a diretto contatto con la pelle Al mare Il mare può essere un luogo critico per la pelle atopica e sensibile.  Ciò non significa che i tuoi bimbi debbano rinunciare al divertimento sulla spiaggia, o ai bagni nell’acqua salata. Tuttavia, se hai notato che la pelle di tuo figlio si irrita al mare, ecco a cosa devi fare attenzione: Sale & sabbia: alternare momenti di gioco libero con bagni in mare, sciacquare immediatamente il sale con acqua dolce tiepida e tamponare delicatamente. Qui puoi approfondire il tema mare e dermatite atopica. Sudore & abbigliamento: evitare vestiti sintetici, preferire cotone/bambù/seta, vestirli leggeri anche di notte. Doccia post-spiaggia: rapida, con acqua tiepida (attenzione, non calda e nemmeno ghiacciata!). Usare amido di riso o detergente solido delicato. Non fare docce troppo lunghe. Coccole di Elicriso: prima e dopo il bagno (mare o piscina) per creare barriera protettiva e lenire rossori. Ecco cosa metto sempre nel mio borsone mare quando vado in spiaggia assieme ai miei bimbi: Coccole di Elicriso (usata come barriera protettiva prima e dopo la spiaggia) Amido di riso o detergente super-delicato Asciugamani in cotone liscio Vestiti naturali leggeri con un cambio extra se i miei bimbi sudano troppo In piscina E per quanto riguarda la piscina? Molte delle regole che si applicano al mare sono valide anche qui: protezione della pelle, risciacqui con acqua tiepida, ed esposizione al sole solo nelle ore meno calde. Puoi approfondire il tema piscina e dermatite atopica nel mio articolo dedicato. Ecco qualche accorgimento aggiuntivo: Protezione prima del bagno: uno strato di Coccole di Elicriso protegge il film idrolipidico da irritanti e cloro.. Doccia dopo il bagno: solo acqua tiepida, pH neutro, e riapplicazione del prodotto nei punti arrossati. Cuffiette e accessori: evita oggetti che sfregano troppo sulla pelle. Idratazione e protezione: se hai trovato una crema solare naturale e non irritante, applicala dopo aver messo Coccole di Elicriso sulla pelle. Così la barriera protettiva è ancora più forte. Combattere il sudore Uno dei grandi “nemici” della pelle in estate è il sudore. La sudamina può essere un agente irritante per i bambini con la pelle sensibile. Che tu sia al mare, in piscina, o solo al parco giochi sotto casa, ecco a cosa devi fare attenzione: Vestiti leggeri: scegliere vestiario leggero e traspirante, cambiarli spesso in caso di sudore Detersione: se ha sudato tanto, doccia o bagnetto tiepido con amido di riso per assorbire l’umidità. Attenzione: non usare detergenti aggressivi quotidianamente. L’estate può anche essere un alleato Non tutte le dermatiti peggiorano in estate: alcune migliorano con il sole (grazie all’effetto antinfiammatorio), ma questo non vale per tutti.Conoscere la pelle del proprio bambino, osservare i segnali, e scegliere una routine adatta può fare la differenza. “Non è questione di fare tanto. Ma di fare il giusto.”Questo è il cuore del Metodo Pelle Sana: ascoltare, semplificare, proteggere. Un abbraccio,Dott.ssa Lorenza
alimenti anti infiammatori

Scopri i 5 Alimenti Anti-Infiammatori per la Pelle Sensibile

Tu lo sapevi che esistono alimenti anti-infiammatori per la dermatite? Ebbene sì, la dermatite è una condizione infiammatoria, che può essere combattuta non solo con le giuste creme per la pelle, ma anche dall’interno. Grazie a tanti piccoli accorgimenti - tra cui anche l’alimentazione quotidiana - si può aiutare il corpo a gestire l’infiammazione. Alimenti Anti-Infiammatori e Pelle, Qual è il Legame? Ciò che mangiamo influenza la nostra salute, perché il cibo non è solamente il carburante per affrontare la giornata o un momento di condivisione. Il cibo è anche un elemento fondamentale del benessere di tutto il corpo, inclusa la pelle. Quello che mangi, infatti, non si ferma nello stomaco: parla al tuo intestino, al sistema immunitario e anche alla pelle. Ecco come gli alimenti influenzano la pelle Ti sei mai chiesta come il cibo influenzi la pelle? Forse l’avrai notato se tu o il tuo bambino avete un’allergia - in quel caso, la risposta immunitaria è forte e si riconosce immediatamente. Ma anche nel caso non si tratti di un’allergia, gli alimenti hanno un effetto sulla pelle, tra cui: Infiammazione sistemica: zuccheri raffinati, fritti e cibi industriali aumentano le citochine infiammatorie che colpiscono anche la pelle. Microbiota intestinale: se l’intestino è in disordine, rilascia tossine che il corpo può eliminare anche attraverso la pelle. Equilibrio ormonale: cibi sbagliati alterano insulina e cortisolo, aumentando prurito e reattività cutanea. Nutrienti fondamentali: la pelle ha bisogno di vitamina D, omega-3, zinco, vitamina A per funzionare bene. Se mancano, si indebolisce. In sintesi: una pelle infiammata inizia da dentro. E il cibo è una delle chiavi principali per riequilibrarla. Intestino e Pelle: Il Legame Invisibile La pelle e l’intestino sono strettamente collegati. Questo legame si chiama asse intestino–pelle. Numerosi studi, infatti, hanno dimostrato come l’intestino sia un vero e proprio “secondo cervello” che può avere un effetto enorme sulla nostra salute.Quando l’intestino è in equilibrio, filtra, protegge e modula l’infiammazione.Quando è irritato o permeabile, le tossine passano nel sangue e si manifestano sulla pelle. Ecco perché alimenti ricchi di fibre, fermenti e omega-3 aiutano anche la dermatite. Insomma, il benessere intestinale è il primo passo per il benessere cutaneo. Il Cibo come Strumento della Pelle Molti di noi sottovalutano il ruolo che l’alimentazione ha nella salute e nel benessere delle persone, sia adulti che bambini. Invece, il cibo è un vero e proprio strumento per aiutare il corpo a combattere i sintomi di molteplici condizioni, inclusa anche la dermatite atopica. L’infiammazione, infatti, può essere alimentata o abbassata anche a tavola, ogni giorno! Ogni volta che scegli cosa mangiare, stai comunicando con il tuo corpo – e con la tua pelle. I giusti alimenti possono abbassare l’infiammazione e di conseguenza, abbassare l’irritazione, il prurito e il rossore. Ti voglio aiutare a fare scelte più attente per la tua alimentazione, perciò ecco 5 alimenti anti-infiammatori per dermatite che possono aiutare te e il tuo bambino a stare meglio. 1. Frutti di bosco (mirtilli, lamponi, more) Sono ricchi di antiossidanti e polifenoli, sostanze che contrastano lo stress ossidativo e riducono l’infiammazione.Ideali come spuntino, nelle colazioni o come topping su yogurt vegetale. Un’idea di ricetta: colazione con yogurt di cocco, granola fatta in casa e mirtilli con un tocco di miele. 2. Avocado Contiene grassi buoni, vitamina E e fitonutrienti. Nutre la pelle e supporta la barriera cutanea.Perfetto in versione crema, frullato o spalmato sul pane integrale. Un’idea di ricetta: fetta di toast ai cereali con salmone, avocado e semini. 3. Pesce azzurro (sgombro, sardine, alici) È una delle fonti migliori di omega-3, grassi anti-infiammatori che calmano la risposta immunitaria.Consumarlo 2–3 volte a settimana può fare davvero la differenza, ed è perfetto anche da dare ai bambini. Un’idea di ricetta: sgombro in cartoccio con pomodorini e patate dolci come contorno. 4. Verdure a foglia verde (bietola, spinaci, cavolo nero) Aiutano a disintossicare e drenare, grazie a clorofilla, fibre e minerali.Puoi aggiungerle in vellutate, frittate o impasti salati. Un’idea di ricetta: vellutata di spinaci, ceci e cavolo nero. 5. Semi di lino e semi di chia Fonte vegetale di omega-3, lignani e fibre. Aiutano l’intestino e, quindi, la pelle.Provali a colazione o come addensante per dolci sani. Un’idea di ricetta: pudding di semi di lino e semi di chia con latte vegetale e topping di frutta fresca. Cosa Limitare  Dal momento che ci sono alimenti anti-infiammatori, va da sé che esistono anche cibi che hanno un effetto infiammatorio e/o irritante. Questi alimenti sono da limitare o da evitare del tutto (soprattutto in caso di presenza di allergie, come quella ai latticini!). Ovviamente non serve diventare dei fanatici, ma è utile limitare alcuni alimenti pro-infiammatori, soprattutto nei periodi di sfogo, come: Zucchero bianco Farine raffinate e glutine  Fritti e cibi industriali Latte vaccino e derivati (in soggetti sensibili) Ogni Pelle È Unica: Ascoltala Sempre Anche se questi alimenti sono noti per le loro proprietà antinfiammatorie, è fondamentale ricordare una cosa: Ogni pelle è diversa. Ogni persona ha una storia diversa. Un alimento benefico per molti, potrebbe non essere adatto a te o al tuo bambino.Ad esempio, alcuni soggetti sensibili: Reagiscono ai frutti di bosco per via dell’istamina Non tollerano l’avocado o i semi oleosi Possono avere fastidi anche con cibi considerati “sani” Questo non significa che l’alimento sia “cattivo”, ma che in quel momento il corpo sta comunicando un’intolleranza o una difficoltà a gestirlo. Per questo motivo i consigli che trovi qui sono sicuramente utili ma è importante personalizzare l’alimentazione su ogni singolo caso. Cosa Posso Fare per Me o per il mio Bambino? La buona notizia è che adottare un nuovo regime alimentare anti-infiammatorio per la dermatite è più facile di quanto non credi. Ecco quali sono i miei consigli: Ascolta la tua pelle (o quella del tuo bimbo): se dopo aver introdotto un alimento vedi peggioramenti, sospendilo. Segui un diario alimentare nei periodi più delicati: può aiutarti a notare correlazioni. Fai scelte graduali e consapevoli, senza estremismi. L’obiettivo non è seguire una lista rigida di cibi “permessi”, ma trovare l’equilibrio adatto a te. Fermenti Lattici e Vitamina D: Due Alleati Chiave Oltre ad un’alimentazione più sana e ricca di alimenti anti-infiammatori, puoi aiutare ulteriormente la pelle con alcuni integratori specifici. Sto parlando dei fermenti lattici e della vitamina D, due alleati chiave per il benessere della pelle. I fermenti lattici aiutano l’intestino a stare bene, e come abbiamo già visto, un intestino sano si riflette anche sulla pelle. La vitamina D, invece, promuove le difese immunitarie naturali del corpo, abbassando il livello di infiammazione. Per sostenere l’intestino (e la pelle) puoi provare i nostri integratori specifici pensati per i più piccoli: Vita Bioma: fermenti lattici mirati che migliorano il microbiota intestinale. Vita D3rma: vitamina D3 in olio, fondamentale per il sistema immunitario e la salute della pelle. Molte persone che soffrono di dermatite riferiscono miglioramenti proprio quando iniziano a lavorare anche sull’equilibrio interno! Ecco perché è così importante trovare un approccio olistico per il benessere della pelle. Conclusione: Scegli Cibo Che Parla il Linguaggio della Pelle Ogni pasto può essere un messaggio. E se hai la pelle che grida, è il momento di rispondere con cura, nutrimento e consapevolezza. Una dieta anti-infiammatoria non è rigida né complicata. È un modo per alleggerire il corpo, calmare la pelle e sentirti finalmente in equilibrio. Prova anche tu a proteggere la pelle con i giusti alimenti e, se hai bisogno, aiutala con integratori specifici: vedrai come ti aiuteranno a gestire rossore e irritazione, per una pelle serena. Un abbraccio,dott.ssa Lorenza
bolle sulle dita e dermatite

Bolle Sulle Dita e Prurito: Cause e Cosa Fare

Piccole bolle sulle dita, trasparenti, che prudono da impazzire — soprattutto ai lati delle dita e sui palmi. Se le stai guardando in questo momento, la prima cosa che voglio dirti è: nella maggior parte dei casi non sono nulla di grave e quasi mai sono contagiose. Spesso si tratta di una forma di eczema chiamata disidrosi, oppure di una reazione della pelle a qualcosa che ha toccato. La diagnosi vera, però, può farla solo il medico. Quello che posso fare io — da farmacista e da mamma di una famiglia con la pelle sensibile — è aiutarti a capire cosa stai guardando, cosa evitare (c'è un errore che fanno quasi tutti) e quali gesti quotidiani aiutano le mani a stare meglio. Come si presentano (e come riconoscerle) Di solito sono vescicole piccole — uno o due millimetri — piene di un liquido chiaro, dure al tatto, spesso raggruppate. Compaiono ai lati delle dita, sui palmi e a volte anche sulle piante dei piedi. Prudono molto, a volte bruciano. Dopo alcuni giorni tendono a seccarsi da sole: a quel punto la pelle si desquama, può tirare e in qualche caso spaccarsi. Molte persone le vedono tornare a ondate, spesso nei cambi di stagione o nei periodi più caldi. Cosa possono essere: le cause più comuni La causa più frequente di bolle di questo tipo è la disidrosi (o eczema disidrosico): una forma di eczema le cui cause precise non sono ancora del tutto chiare, ma che compare più spesso in chi ha le mani che sudano molto, nei periodi caldi e umidi, nei momenti di stress, in chi ha le mani spesso in acqua o a contatto con detergenti, e in chi ha già una pelle a tendenza atopica. Non è però l'unica possibilità. Bolle simili possono venire da una dermatite da contatto irritativa (lavaggi molto frequenti, detersivi, gel igienizzanti) o da una dermatite allergica da contatto — il nichel di bigiotteria e monete è un classico, e in quel caso il dermatologo può valutare se fare i test. E qui devo essere onesta con te: distinguere queste forme a occhio, dai soli sintomi, è difficile perfino per chi lavora nel settore. Per questo, se è la prima volta che compaiono o se la situazione è estesa, il posto giusto dove farle vedere è lo studio del medico — non un motore di ricerca. Le cinque cose da NON fare 1. Non bucarle. Mai. Quel liquido non è qualcosa “da far uscire”: bucare le vescicole apre la porta alle infezioni e allunga i tempi. È l'errore numero uno, e lo facciamo quasi tutti la prima volta. 2. Non strappare le pellicine nella fase in cui la pelle si desquama: insieme a quelle si porta via anche pelle sana, e la zona resta scoperta più a lungo. 3. Non moltiplicare i lavaggi con acqua calda “per pulire meglio”: l'acqua calda e frequente secca la pelle e peggiora la situazione. 4. Non esagerare con i gel igienizzanti: alcol e profumi su una pelle già provata bruciano e irritano. Quando servono davvero, subito dopo va rimessa la crema. 5. Non grattare — lo so, è la più difficile di tutte. Meglio premere la zona con il palmo dell'altra mano, o tenerla qualche secondo sotto l'acqua fresca. I gesti quotidiani che aiutano Le mani sono la parte del corpo che laviamo più spesso: è proprio per questo che la costanza nei piccoli gesti conta più di qualsiasi prodotto miracoloso (che, spoiler: non esiste). Lavaggi brevi, con acqua tiepida e un detergente delicato senza profumo. Se liquido, meglio diluito e non a diretto contatto Asciugare tamponando, anche tra le dita: l'umidità che resta lì è un irritante silenzioso. Dopo ogni lavaggio, una crema emolliente ricca e senza profumo. È la costanza a fare la differenza, non la quantità: in casa nostra il barattolo sta accanto al lavandino, così è impossibile dimenticarsene. (Noi usiamo la nostra Coccole di Elicriso) Per le faccende di casa: guanti di cotone sotto i guanti di gomma. Il cotone assorbe il sudore, la gomma tiene fuori i detersivi. Togliere gli anelli quando si lavano le mani: sotto l'anello restano acqua e detergente per ore. Se il medico ha confermato una sensibilità al nichel, attenzione a bigiotteria, monete e oggetti metallici tenuti a lungo in mano. Nei periodi caldi: asciugare il sudore delle mani quando capita, e concedere pause dai guanti da lavoro. E nei bambini? Nei bambini queste bolle sono meno frequenti che negli adulti, ma capitano — e la scuola è una piccola palestra di fattori scatenanti: tempere, colla, sabbia, lavaggi ripetuti delle mani. I gesti sono gli stessi degli adulti, con due attenzioni in più. La prima: unghie corte, sempre, perché il grattamento notturno è quello che fa più danni. La seconda: trasformare la crema in un piccolo rito — dopo la merenda, prima della storia della buonanotte — invece che in una lotta. Quando andare dal medico?  Se è la prima volta in assoluto che compaiono: serve una diagnosi, non un'ipotesi. Subito, se ci sono segni di infezione: liquido giallo o torbido, dolore che aumenta, calore, striature rosse, febbre. Se sono molto estese, o compaiono su mani e piedi insieme. Se il prurito disturba il sonno, il lavoro o la scuola. Le domande più frequenti Sono contagiose? La disidrosi no. Ma siccome alcune infezioni possono somigliarle, se in casa qualcun altro ha qualcosa di simile è un motivo in più per farle vedere al medico. Posso bucarle? No — è l'errore numero uno (vedi sopra). Si aspetta che si secchino da sole. Quanto durano? In genere un episodio si esaurisce in due-quattro settimane tra la fase delle bolle e ladesquamazione, ma ogni pelle ha i suoi tempi — e in alcune persone tendono a ripresentarsi a ondate. Se dura di più, medico. C'entra l'alimentazione? Le evidenze sono deboli e molto individuali. Quello che ti chiedo è di non eliminare alimenti per conto tuo, soprattutto ai bambini: se sospetti un legame, parlane prima con il medico. Le bolle sulle dita sono fastidiose, e quando tornano possono demoralizzare. Ma nella grande maggioranza dei casi si gestiscono bene con la costanza nei piccoli gesti — e con un medico che le tue mani le ha viste almeno una volta. Noi siamo qui per la parte quotidiana: se vuoi ripartire dalle basi, ti lascio la guida alla detersione delicata e quella su quanta crema mettere (e dove). Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. Un abbraccio,Dott.ssa Lorenza

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