I consigli della Dott.ssa Lorenza per la pelle sensibile

siliconi e petrolati sulla pelle dei bambini

Siliconi e petrolati nei prodotti per bambini, ecco perché è meglio evitarli

Quando si tratta di applicare creme sulla pelle delicata dei bambini, è bene conoscere gli ingredienti. Siliconi e petrolati sono tra quelli più usati nella cosmetica, sia per adulti, sia per i più piccoli. Per quanto non siano ingredienti “tossici”, possono comunque avere effetti negativi sulla pelle dei bambini. In particolare, è bene evitarli se il tuo bambino ha la pelle atopica o ipersensibile. Capiamo insieme cosa sono siliconi e petrolati, e perché è meglio evitarli nei prodotti per bambini. Creme commerciali e i loro ingredienti Non tutte le creme sono uguali. Da farmacista e formulatrice, io lo sono bene. Ho speso anni in ricerche sugli ingredienti dei prodotti per bambini, da quelli che si trovano comunemente nei supermercati, fino a quelli specifici da farmacia. E ho notato una cosa importante: in molte formulazioni, sono presenti siliconi e petrolati. Questi ingredienti sono spesso usati per dare un finish setoso o per creare una barriera sulla pelle. Ma ecco il problema: nessuno di questi ingredienti è idratante, né tantomeno nutriente. E come se non bastasse, non sono adatti all’uso sulla pelle più delicata, come quella dei bambini. Cosa sono i siliconi I siliconi sono polimeri sintetici fatti principalmente di silicio e ossigeno. Sono usati per rendere la consistenza delle creme fluida e liscia, e sulla pelle danno un effetto immediato di levigatezza, uniformità e compattezza. Nell’INCI delle creme spesso li trovi con questi nomi: Dimethicone (Dimeticone) Cyclomethicone (Ciclometicone) Cyclopentasiloxane (Ciclopentasilossano) In parole semplici, creano una “patina” sulla pelle, che in teoria dovrebbe mantenere l’idratazione della pelle.  Cosa sono i petrolati I petrolati sono sostanze derivate dalla raffinazione del petrolio.  Nell’INCI delle creme puoi trovarli sotto diversi nomi, per esempio: vaselina paraffina cera microcristallina Agiscono creando una barriera protettiva idrorepellente sulla pelle che trattiene l'umidità, e sono spesso usati come emollienti nelle creme. Sono spesso usati perché hanno una lunga durata e sono stabili nelle formulazioni cosmetiche. Effetti negativi sulla pelle di siliconi e petrolati Siliconi e petrolati non sono definiti di per sé pericolosi. Attenzione, però: ciò non vuol dire che siano efficaci, o che siano adatti alle pelli atopiche e sensibili. Infatti, per quanto siano pervasivi nella cosmetica (e anche in altre formulazioni di prodotti funzionali), hanno sicuramente degli effetti negativi: Non sono davvero idratanti, o nutrienti. Si limitano a creare una “barriera” sulla pelle, che è di fatto una protezione superficiale. Sono spesso comedogenici. Occludono i pori e non fanno “respirare” la pelle. Possono peggiorare la presenza di brufoli, acne, punti neri e altre imperfezioni della pelle. Si limitano a mascherare i problemi della pelle, non a risolverli. E i bambini? Tali effetti negativi sono ancora più importanti quando si parla di bambini. I bambini, infatti, hanno una pelle delicata e una barriera cutanea fragile. L’uso di questi prodotti può causare o peggiorare condizioni della pelle: La pelle dei più piccoli è delicata, perciò può essere più soggetta a irritazioni e allergie. Petrolati e siliconi possono causare dermatiti da contatto, irritazioni e reazioni allergiche, poiché tendono a creare una barriera occlusiva. Sono considerati particolarmente aggressivi per i neonati, e il loro uso è in genere sconsigliato. Siliconi, petrolati e dermatite atopica Abbiamo visto come questi ingredienti nelle creme possono occludere i pori, e peggiorare i sintomi di chi ha la pelle sensibile. Nel caso della dermatite atopica, ciò è ancora più vero. La pelle atopica è estremamente reattiva, e mal tollera ingredienti occlusivi e aggressivi come siliconi e petrolati. Sudore, tossine e batteri possono rimanere “intrappolati” da questi ingredienti, e peggiorare la situazione. Per questo motivo, io sconsiglio l’uso di creme con siliconi o petrolati. Che tipo di crema preferire per chi ha la dermatite atopica La buona notizia è che è facile trovare un sostituto delle creme siliconiche o con petrolati.  La mia esperienza di mamma e farmacista mi ha aiutata a trovare gli elementi più importanti a cui devi fare attenzione quando scegli una crema per il tuo bimbo con dermatite: Senza acqua. Scegli prodotti senza acqua, che può risultare irritante per la pelle atopica. Senza conservanti. I conservanti sono spesso usati nelle creme con acqua, per evitare che si deteriorino. Tuttavia, i conservanti sono troppo aggressivi per la pelle atopica. Con veri ingredienti idratanti. Oli e burri naturali sono ciò che nutre davvero la pelle. Per esempio, burro di karité, olio di argan, olio di jojoba, e così via. Con estratti lenitivi. Calmare la pelle è fondamentale! Oltre alla giusta base, è importante ci siano estratti naturali come elicriso, calendula, camomilla o malva. E’ su questi principi che ho creato la mia crema per alleviare i sintomi della dermatite atopica Coccole di Elicriso. Una crema waterless, lenitiva e nutriente, super concentrata e dolce sulla pelle. L’ho creata per mio figlio Elia, che da sempre soffre di dermatite atopica. La puoi provare a questo link “Soddisfatta o Rimborsata”. E ricordati: conoscere gli ingredienti delle creme per bambini può aiutarti a fare scelte consapevoli per tuo figlio.   Un abbraccio,dott.ssa Lorenza  
Dermatite ed Eczema: come capire la tua pelle

Dermatite ed Eczema: come capire la tua pelle

Dermatite e eczema, due condizioni della pelle molto simili.  Irritazione, rossore, pelle secca: sono tutti sintomi comuni ad entrambe.  Spesso, infatti, si usano i termini dermatite ed eczema come fossero sinonimi. In parte lo sono, ma non sempre. Capire le differenze e i legami tra questi due termini è importante per orientarsi meglio nella prevenzione, nella scelta dei prodotti e nei percorsi di cura quotidiani. Cosa si intende per “dermatite”? Il termine dermatite deriva dal greco “derma” (pelle) e “-ite” (infiammazione). Si tratta dunque di un termine generico che indica un’infiammazione della pelle, con sintomi come: arrossamento, prurito, desquamazione, bruciore o dolore, secchezza, comparsa di vescicole o lesioni. Esistono molte forme di dermatite: dalla dermatite atopica (molto comune nei bambini) alla dermatite da contatto, seborroica, nummulare, da sudore e altre ancora. Ognuna ha cause diverse: genetiche, ambientali, allergiche, legate a squilibri della barriera cutanea o un insieme di queste. E l’eczema? Il termine eczema è spesso usato in modo intercambiabile con dermatite, ma più precisamente: Eczema è una manifestazione clinica, ovvero il modo in cui una dermatite si presenta. Per esempio, si può avere eczema atopico, eczema da contatto, eczema disidrosico… e sono tutte forme di dermatite. In pratica: tutti gli eczemi sono dermatiti, ma non tutte le dermatiti sono eczemi. L’eczema tende a descrivere una condizione in cui la pelle si presenta: estremamente secca, arrossata, pruriginosa, con vescicole che possono rompersi e formare croste. I legami tra dermatite ed eczema Molto spesso, quando una mamma riceve una diagnosi di “eczema infantile” o “eczema atopico”, sta affrontando in realtà una forma di dermatite atopica. Ciò che le unisce è il coinvolgimento della barriera cutanea, che si indebolisce e lascia penetrare agenti irritanti o allergeni. La pelle perde idratazione e diventa vulnerabile, scatenando infiammazione e prurito. In entrambi i casi (che si parli di dermatite o eczema), è utile agire in modo profondo e quotidiano su tre fronti: Pelle – con prodotti naturali, senza acqua e senza conservanti, che nutrano e leniscano davvero. Ambiente – riducendo l’esposizione a irritanti (saponi aggressivi, tessuti sintetici, sbalzi di temperatura, eccesso di umidità o secchezza). Interno – attraverso una corretta alimentazione. Perché è importante riconoscere le differenze Capire se si è di fronte a una dermatite occasionale (come quella da contatto) o a un eczema ricorrente (come nel caso della dermatite atopica) cambia completamente il tipo di attenzione da mettere in atto. Una dermatite lieve da contatto, ad esempio, può risolversi in pochi giorni evitando l’agente irritante e applicando una crema lenitiva.Un eczema cronico, invece, richiede un approccio a 360°, fatto di cura quotidiana, monitoraggio, e supporto anche dall’interno. Metodo Pelle Sana è nato proprio per affrontare ogni giorno  rossore e prurito, anche di condizioni croniche della pelle, come la dermatite atopica. In sintesi: Termine Significato Quando si usa Dermatite Infiammazione della pelle Termine generico Eczema Forma di dermatite, con prurito e secchezza importanti Termine clinico, più specifico In parole più semplici, l’eczema è un’espressione della dermatite. In entrambi i casi, comunque, parliamo di una condizione nella quale la pelle è irritata e infiammata. Capire quale problema si sta affrontando aiuta a usare il giusto approccio per gestire i sintomi. Da dove vengono queste parole Un dettaglio che aiuta a ricordare la differenza. Dermatite viene dal greco derma, pelle, e dal suffisso -ite, che in medicina indica un'infiammazione: letteralmente “pelle infiammata”, e basta. Eczema viene invece da ekzein, che significa ribollire: per le piccole vescicole che compaiono sulla pelle e che a chi le osservava secoli fa ricordavano delle bollicine in superficie. Una parola descrive la causa, l'altra descrive l'aspetto — ed è esattamente il motivo per cui convivono ancora oggi. Le altre parole che si leggono sui referti Capita di tornare dalla visita con un foglio pieno di termini diversi. Ecco cosa vogliono dire, in ordine dal più generico al più preciso: Dermatosi. È il contenitore più grande di tutti: indica qualunque malattia della pelle, infiammatoria o no.Se leggete questa parola, vuol dire soltanto “qualcosa che riguarda la pelle”: da sola non dice altro. Dermatite. Una dermatosi in cui c'è infiammazione. Sempre generico, ma un passo più preciso. Eczema (o dermatite eczematosa). Il modo in cui quell'infiammazione si presenta: secchezza importante, prurito, vescicole, croste. “Dermatite eczematosa” e “eczema” dicono la stessa cosa — la prima è solo la versione più formale, quella che si trova scritta. Eritema. Qui cambia tutto, ed è la confusione più frequente: eritema significa solo ARROSSAMENTO, cioè un segno, non una condizione. È quello che si vede dopo una scottatura solare, con il caldo, con lo sfregamento. Un eczema di solito contiene eritema; un eritema da solo non è un eczema. Come si riconosce un eczema Non sostituisce l'occhio del medico, ma questi sono gli elementi che di solito lo caratterizzano: La pelle è secca e ruvida al tatto anche fuori dalle zone arrossate — spesso è il primo segnale, prima ancora del rossore. Il prurito c'è quasi sempre, ed è il protagonista: un arrossamento che non prude difficilmente è un eczema. Compaiono chiazze dai bordi sfumati, non linee nette: se il contorno è preciso e geometrico, spesso si tratta di un contatto con qualcosa (un bottone, un elastico, una crema). Nelle fasi più vive possono esserci piccole vescicole che si rompono e lasciano crosticine. Va e viene, con periodi migliori e peggiori legati a stagione, tessuti, stress — mentre un'irritazione occasionale compare, dura qualche giorno e passa. Nei bambini segue l'età: guance e viso nei primi mesi, poi pieghe di braccia e ginocchia crescendo. La parola definitiva su cosa sia è del pediatra o del dermatologo. Quello che potete fare voi è arrivare alla visita con informazioni utili — da quanto dura, dove compare, cosa sembra peggiorarlo.Alla fine, per la vita di tutti i giorni, la parola sul referto cambia meno di quanto sembri: che si chiami dermatite o eczema, la pelle chiede le stesse cose — detersione delicata, idratazione costante, meno irritanti intorno e attenzione a quello che la fa peggiorare. La differenza tra i termini serve a capirsi con il medico; la routine quotidiana resta la stessa. Come si costruisce, giorno per giorno, lo trovate nelle nostre guide pratiche. Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. Un abbraccio,Dott.ssa Lorenza
Croste in Testa nei Bambini: Cause e Cosa Fare

Croste in Testa nei Bambini: Cause e Cosa Fare

Passi la mano tra i capelli di tuo figlio e senti quelle crosticine ruvide, gialline, attaccate alla cute.Sulla fontanella, dietro le orecchie, lungo l’attaccatura dei capelli. La prima domanda viene spontanea: si devono togliere? La risposta breve è: mai strapparle. Prima vanno ammorbidite. In questo articolo vediamo perché si formano, come rimuoverle con delicatezza senza irritare la pelle, come distinguere la classica crosta lattea dei primi mesi dalle crosticine che possono comparire nei bambini più grandi e in quali casi è meglio chiedere il parere del pediatra. La crosta lattea: cos'è davvero Nei primi mesi di vita è la causa più comune in assoluto, e non ha niente a che vedere con il latte né con l'igiene: il nome è solo un'eredità popolare. Succede perché nelle prime settimane le ghiandole della pelle del neonato lavorano ancora sotto la spinta degli ormoni della mamma e producono più sebo del normale; quel sebo trattiene le cellule che la pelle elimina, e insieme formano le squame giallastre che tutti conosciamo. Sono antiestetiche e basta: non fanno male, non prudono quasi mai, e nella grande maggioranza dei casi se ne vanno da sole entro il primo anno. Come si tolgono, senza fare danni Circa 10 minuti prima del bagnetto, applica un velo di olio vegetale delicato sulle crosticine. L’obiettivo non è “scioglierle”, ma ammorbidirle. Poi lava delicatamente il cuoio capelluto con acqua tiepida, mai calda, evitando sfregamenti energici e Shampoo inutili Dopo il bagnetto, quando la cute è ancora morbida, tampona con un asciugamano morbido di cotone. Quello che si stacca facilmente può venire via; quello che resta attaccato non va forzato né grattato. La cosa importante è la delicatezza e la costanza: le crosticine non vanno eliminate tutte in una volta. Meglio accompagnarle gradualmente, senza insistere. Quando invece non è crosta lattea Nei bambini più grandi, o quando le croste tornano sempre, le cause più frequenti sono altre — e cambiano il modo di gestirle: Dermatite seborroica. È la parente adulta della crosta lattea: zone rosse con squame più untuose, spesso nella zona della nuca, dietro le orecchie, ai lati del naso. Tende ad andare e venire. Pelle a tendenza atopica. Qui il cuoio capelluto è una delle zone coinvolte, insieme ad altre: la pelle è più secca che untuosa, le squame sono fini, e soprattutto PRUDE — è il segnale che distingue meglio le due cose. Reazioni a quello che si usa. Uno shampoo nuovo, un cappello sintetico, il cloro della piscina, un lavaggio troppo frequente. Se le croste sono comparse dopo un cambiamento, il cambiamento è il primo sospettato. Il grattarsi. Una zona grattata a lungo si irrita, fa crosticine, prude di più e si gratta ancora. Se il prurito è il protagonista, il lavoro vero è su quello. I lavaggi: quanto e come Non tutti i giorni: due volte a settimana bastano nella maggior parte dei casi, salvo sudate importanti o sporco vero. Acqua tiepida, mai calda: il caldo irrita una pelle già infiammata e ne aumenta la secchezza. Poco prodotto e delicato. Attenzione alla parola “delicato” sulle etichette: non è una garanzia, si guarda la lista ingredienti — meno cose ci sono, meglio è, e senza profumo. Sciacquare bene: i residui di shampoo sul cuoio capelluto sono una causa di irritazione che nessuno considera. Asciugare tamponando, e phon tiepido o niente phon. Cosa non fare Non strappare le croste, in nessun caso e per nessun motivo. È la regola numero uno. Niente prodotti da adulti: shampoo antiforfora, lozioni, oli essenziali puri. Sono pensati per un'altra pelle. Niente trucchi casalinghi aggressivi sul cuoio capelluto di un neonato: limone, alcol, bicarbonato. Non lavare più spesso pensando di “pulire via” il problema: il più delle volte lo peggiora Quando farle vedere al pediatra Se la zona è molto arrossata, calda, gonfia, o se le croste trasudano. Se ci sono chiazze rotonde con capelli spezzati o assenti in un punto preciso. E negli adulti e nei ragazzi Il cuoio capelluto che si arrossa e desquama non è solo cosa da neonati: negli adulti le cause più comuni sono la dermatite seborroica, le reazioni a tinture e prodotti per capelli, e i periodi di stress, che su questa zona si vedono parecchio. I principi restano gli stessi: lavaggi meno frequenti, acqua tiepida, prodotti semplici, non grattare. Le domande più frequenti Se le tolgo tutte, tornano? Finché la pelle è nella fase che le produce, sì, possono riformarsi — e va bene così. L'obiettivo è tenerle morbide e la pelle sotto integra, finché la fase passa da sola. È colpa mia che non lo lavo abbastanza? No, e questa è la domanda che sento più spesso. La crosta lattea non ha niente a che fare con l'igiene: viene anche ai bambini lavati tutti i giorni. Anzi, lavare di più spesso peggiora. Sono contagiose?  No. Né la crosta lattea né la dermatite seborroica si prendono o si passano: può frequentare l'asilo e stare con gli altri bambini senza nessun problema. Cadranno anche i capelli? Qualche capello viene via insieme alle croste, ed è normale: ricresce. Se invece notate una chiazza senza capelli con i bordi netti, quella si fa vedere dal pediatra. Le croste in testa sono una delle cose che spaventano di più e che quasi sempre si risolvono da sole, con pazienza e mani leggere. Se il prurito è il protagonista, la guida giusta è quella sul prurito; se il tema è come lavare senza irritare, ne parliamo qui. Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. Un abbraccio,Dott.ssa Lorenza
frutta e dermatite

Frutta e dermatite: quale preferire (e perché non c’è una risposta valida per tutti)

Quando si parla di dermatite e alimentazione, la verità è che non esistono regole rigide. Lo dico da mamma, prima ancora che da professionista: ogni bambino è un mondo a sé, e ciò che scatena prurito o arrossamenti in uno, può essere perfettamente tollerato da un altro. Tuttavia, è importante anche ricordarsi che l’alimentazione ha un reale impatto sul benessere della pelle. E anche la frutta e la dermatite hanno un legame da non sottovalutare. Con il tempo ho capito che la pelle è lo specchio di quello che accade dentro, e l’alimentazione – anche quando sana – può diventare un’alleata o una miccia infiammatoria, a seconda del momento, dello stato dell’intestino, della stagione, della fase di crescita. Ti racconto com'è andata con Elia Durante lo svezzamento, la mela – uno dei primi frutti consigliati – lo faceva irritare. Apparivano rossori attorno alla bocca e la pelle diventava più secca.Oggi? La mangia serenamente, ogni settimana. Durante un inverno, appena Elia ha iniziato a mangiare il mandarino, ha avuto un’esplosione di dermatite sul viso e dietro le ginocchia. L’inverno precedente? Aveva mangiato lo stesso frutto senza nessun problema. Le fragole invece – spesso demonizzate – non gli hanno mai dato alcun fastidio. Nemmeno in piena fase atopica. Questo mi ha insegnato una cosa preziosa: non si tratta solo di frutta. È il contesto in cui la mangia che cambia davvero le cose. Frutta e dermatite, non è sempre uguale Una cosa che voglio dire forte e chiaro è questa: naturale non vuol dire sempre innocuo. Vuol dire osservabile. Cosa significa? Non tutto ciò che è naturale fa “bene” a prescindere. Ciò che conta è la capacità di osservare il benessere della pelle, per comprendere meglio quando si irrita. Questo principio vale anche per la frutta! Per esempio, un frutto bio, di stagione, non trattato, ha una qualità diversa. I problemi spesso non arrivano dal frutto in sé, ma da: conservanti invisibili, trattamenti post-raccolta, frutta fuori stagione, o peggio ancora, frutta industriale trasformata (succhi, mousse, frutta secca confezionata con solfiti…). Il mio consiglio: se vuoi capire se un frutto è ben tollerato, sceglilo semplice, intero, biologico, senza zuccheri né additivi.Solo così puoi davvero osservare la risposta della pelle. Frutta e dermatite: come orientarsi Se hai letto fino a qui, sicuramente ti starai facendo tante domande. Se ogni bambino è a sé, e se la qualità e le condizioni della frutta sono fattori importanti nel benessere della pelle… come faccio a capire cosa dare a mio figlio? Secondo la mia esperienza personale con Elia, e la letteratura scientifica, ci sono alcuni frutti più “consigliati” e alcuni da tenere sotto osservazione. Frutti amici della pelle (nei periodi delicati) Ci sono alcuni frutti che possono essere dati quasi sempre, e che in genere non causano reazioni o irritazione. Tra questi troviamo: Pera Mela cotta o al vapore Mirtilli Avocado Banana poco matura Tutti ben tollerati se scelti maturi al punto giusto, bio e senza trattamenti post-raccolta. Frutta da osservare individualmente In questa categoria ho messo frutta che può essere data ai bambini con pelle sensibile, ma con attenzione. Alcuni bambini la tollerano bene, altri no.Perciò, proponila al tuo bimbo tenendo osservato. Fragole, frutti di bosco Mandarini, kiwi, arance Uva, mango, ananas Non eliminarla a priori. Meglio testarla in un momento in cui la pelle è stabile, in piccole dosi  Frutta da evitare in fase acuta Ci sono alcuni frutti e prodotti derivati dalla frutta che sono sconsigliati. In particolare, è bene evitarli durante le fasi acute, quando la pelle è infiammata o c’è tanto prurito. Tra questi, troviamo: Succhi confezionati Frutta candita o disidratata industriale Frutta matura lasciata troppo a lungo in frigo Mix di frutta in barattolo Non è “la frutta” il problema, ma il contesto industriale in cui spesso la troviamo. Avrai notato, infatti, come molti di questi alimenti sono lavorati - e spesso, al loro interno troviamo alte quantità di zucchero (come nel caso dei succhi). E se hai già letto il mio blog, saprai bene come alimenti iper-lavorati o molto zuccherini abbiano spesso un impatto negativo sulla pelle. Il mio consiglio da mamma Da mamma di un bimbo con dermatite atopica, ho avuto modo di creare un metodo che mi ha aiutato moltissimo a gestire la sua pelle.  Questo approccio è semplice ma efficace, e ti consiglio di provarlo a casa: Tieni un piccolo diario alimentare: annota al suo interno le reazioni della pelle del tuo bambino. Ti accorgerai presto che emergeranno degli schemi o dei trend, a seconda del periodo che il tuo bimbo sta affrontando. Prova un frutto per volta, in modo semplice: lascia che provi frutti diversi, senza pressioni e senza stress. Ascolta la pelle. Ti parlerà, se la osservi davvero: monitorarla ti aiuterà a capire quale frutta specifica fa stare meglio il tuo bambino, e quale invece causa irritazione. La frutta non va temuta, va capita.Non serve vietare tutto: serve creare il momento giusto per ogni alimento, adattandolo alla fase che sta vivendo tuo figlio. La pelle cambia. E anche le risposte. La pelle dei nostri bambini non è statica: cambia con l’età, con la stagione, con il loro microbiota intestinale, con lo stress.E noi, come mamme, possiamo imparare ad ascoltarla senza paura, ma con attenzione e amore. Per questo motivo, non fermarti solamente ai miei consigli. Osserva, monitora, e accogli i cambiamenti della sua pelle. Frutta e dermatite, i miei consigli da mamma e farmacista Da mamma e farmacista, e fondatrice del Metodo Pelle Sana, ho capito che è necessario avere un approccio a 360°. Ogni bambino risponde in modo diverso, anche in momenti diversi. Monitora la pelle e tieni conto anche dei fattori esterni (come ambiente, stress, detersione, ecc.). La frutta può essere un’alleata potente, se è vera, semplice, naturale e ben scelta. Preferiscila bio, non trattata e di stagione. Ciò che oggi irrita, domani può diventare tollerato (come è successo con Elia e la mela). Non ti spaventare se vedi dei cambiamenti: fanno parte del processo. In questo modo, l’alimentazione può diventare il tuo alleato per gestire la pelle del tuo bambino. E se vuoi un aiuto in più, scopri il mio ebook digitale: “Alimentazione e Pelle Sensibile”, che raccoglie tantissimi consigli utili per aiutare la pelle, dall’interno (e a misura di bambino!). Un abbraccio,dott.ssa Lorenza
il sole fa bene alla pelle

Il sole fa bene alla pelle? Sì, se lo sai usare bene.

Sulla salute della pelle ne abbiamo sentite davvero tante, e ultimamente si parla spesso del sole. E’ naturale, allora, chiedersi se il sole fa bene alla pelle. Una domanda più che legittima! Per anni ci hanno ripetuto che il sole è un nemico della pelle. Che bisogna evitarlo, coprirsi, spalmarci ogni tipo di filtro. Soprattutto nel caso dei bambini.Ma non è sempre stato così. Fino a pochi decenni fa, in molti ospedali italiani c'erano veri e propri “solarium terapeutici”. Si portavano i bambini all’aria aperta, esposti al sole per brevi periodi, perché si sapeva che la luce solare rinforzava le ossa, migliorava la pelle e stimolava le difese immunitarie. Oggi, invece, siamo passati all’eccesso opposto: paura del sole, protezioni altissime usate ogni giorno, anche in città, e bambini che passano più tempo sotto le luci LED che sotto la luce naturale. E allora, la domanda resta:Il sole fa bene o fa male alla pelle?La risposta è: fa bene, ma solo se viene usato con intelligenza e rispetto. Perché il sole fa bene alla pelle Mettiamo un attimo da parte preconcetti e stereotipi sul sole, e andiamo a vedere quali sono i fatti concreti. Quelli che seguono sono tutti fatti scientifici sui benefici del sole sulla pelle. 1. Stimola la produzione di vitamina D La vitamina D è essenziale per l’equilibrio della pelle e del sistema immunitario, oltre che per lo sviluppo osseo.Senza esposizione diretta (e senza filtri), la pelle non riesce a produrre abbastanza vitamina D, e questo ha effetti anche su: frequenza delle dermatiti, infiammazioni croniche, e sensibilità cutanea. Nei bambini con dermatite atopica, un buon livello di vitamina D può ridurre i momenti acuti e il prurito. Per questo motivo è consigliabile lasciare i bambini giocare all’aperto, ovviamente evitando gli orari in cui c’è più caldo. E se non fosse sufficiente, si può sempre aiutare il sistema immunitario con un integratore di vitamina D come il nostro Vita D3rma: perché sappiamo che non è sempre possibile avere la giusta esposizione al sole. 2. Ha un’azione antinfiammatoria e antibatterica Il sole, se preso in dosi brevi e regolari, ha un effetto calmante sulla pelle. Aiuta: la rigenerazione dell’epidermide, la regolazione della flora cutanea, e riduce la proliferazione di germi patogeni. Per questo in estate molte mamme notano un miglioramento della dermatite: meno prurito, meno sfoghi, meno lesioni. Attenzione, però: questo effetto non vale per tutti i bambini con dermatite. Ci sono alcuni casi in cui l’estate è un periodo più complesso per la loro pelle: leggi l’approfondimento qui.  3. Agisce anche a livello psicologico e ormonale Il sole stimola la serotonina, il “neurotrasmettitore del buonumore”. Non a caso, nei paesi nordici (dove la luce del sole è ridotta rispetto al resto del mondo), gli abitanti spesso prendono integratori per sopperire alla mancanza di sole. Una persona serena ha anche: meno cortisolo (l’ormone dello stress), e quindi una pelle meno infiammata, più stabile. Stress, umore e cambiamenti possono avere un reale impatto sulla dermatite: scopri qual è l’effetto dello stress sulla dermatite. Perché oggi si ha paura del sole? “Non prendere troppo sole” “Fai attenzione quando sei in spiaggia” Molti genitori si spaventano leggendo dei rischi legati al melanoma, e in parte è giusto essere prudenti.Ma c’è un dato da conoscere: alcuni studi* hanno osservato che l’incidenza del melanoma è aumentata negli ultimi decenni nonostante l’uso massiccio di creme solari. Questo ha fatto emergere un dubbio: forse la pelle è stata indebolita, a causa dell’eccesso di protezione, unito alla carenza cronica di vitamina D. Non bisogna dimenticare, infatti, che le creme solari chimiche in commercio spesso non sono pensate per le pelli sensibili dei bambini. Le creme solari chimiche, infatti, spesso contengono: filtri che possono avere un impatto sugli ormoni, emulsionanti, conservanti, siliconi e petrolati, che possono alterare la barriera cutanea, specialmente nei bambini atopici. Ecco che l’impatto di queste creme su una pelle già sensibile e alterata, può causare più irritazione, invece di proteggere.  *Melanoma Epidemiology and Sun ExposureSara Raimondi, Mariano Suppa and Sara Gandini Come esporsi al sole in modo sano 1. Prendere il sole con misura e regolarità Anziché evitare completamente l’esposizione, meglio esporsi ogni giorno per 15-20 minuti, al mattino (prima delle 10) o dopo le 17. Questo: stimola la vitamina D, regola i ritmi biologici, e riduce lo stress. 2. Prepara la pelle prima dell’esposizione Idrata la pelle con Coccole di Elicriso, che crea una barriera naturale senza filtri né sostanze chimiche. Perfetta da applicare prima di uscire, soprattutto in primavera e nelle prime giornate calde. Coccole di Elicriso è ricca di ingredienti lenitivi naturali, che mantengono la pelle idratata e protetta. 3. Dopo il sole: detersione e riparazione Dopo l’esposizione, lava via sudore e sabbia con un detergente in polvere delicato, poi applica un olio doposole che nutra la pelle in profondità. Ricorda sempre: Usa acqua tiepida, non calda, né troppo fredda Non strofinare la pelle per asciugarla; tamponala con dolcezza Nei bambini con dermatite, il sole fa bene alla pelle? La risposta è: sì, il sole può fare bene. Ma solo se viene “gestito” con consapevolezza. Esporli in modo intelligente, senza abusare di protezioni chimiche, con tessuti leggeri e cura serale mirata, può: migliorare la pelle, ridurre le riacutizzazioni, e soprattutto rafforzare il loro benessere generale. “Metto la protezione e sto tranquilla”: un errore molto diffuso Uno degli errori più comuni è pensare che: “Se metto la crema solare posso restare tutto il giorno sotto il sole.” Ma non è così. La crema solare (soprattutto se chimica): non è uno scudo totale, non protegge dall’infiammazione interna che può generarsi, non sostituisce il buon senso. Molti dermatologi oggi lo confermano: l’eccesso di esposizione, anche se protetti, danneggia comunque la pelle. Non solo: le formulazioni con filtri chimici possono generare reazioni allergiche, alterazioni ormonali e danni alla barriera cutanea, specialmente nei bambini piccoli e nelle pelli già sensibili. La vera protezione è l’equilibrio: stare al sole il giusto tempo, nei momenti giusti, con una pelle già sana e nutrita. E se vuoi stare più tranquilla, puoi provare i consigli che ti ho indicato sopra. In più, ti consiglio di usare prodotti delicati per proteggerlo: come quelli nel nostro Kit Estate 110%, in edizione limitata. Un abbraccio, dott.ssa Lorenza  
prurito pelle bambini dermatite

Prurito pelle dei bambini con dermatite atopica: 5 trucchi per farlo passare

Il prurito alla pelle dei bambini con dermatite atopica è uno dei sintomi più fastidiosi, sia per i piccoli che per i genitori.  Se il tuo bambino si gratta spesso, anche durante la notte, finisce per peggiorare lo stato della pelle già irritata e perfino causare piccole ferite. Era uno dei sintomi più presenti in mio figlio Elia, che soffre di dermatite atopica fin dai primi mesi di vita. Continua a leggere, perché qui scoprirai 5 trucchi efficaci per alleviare il prurito della pelle nei bambini e migliorare la qualità della loro vita quotidiana e del sonno. Cos’è il prurito da dermatite atopica? Non tutti i pruriti sono uguali, ma ci sono alcuni casi particolari che meritano più attenzione. E’ il caso della dermatite atopica, una malattia infiammatoria cronica della pelle, molto comune nei bambini, che si manifesta con arrossamenti, secchezza, desquamazioni e appunto prurito intenso. Il prurito può essere scatenato da diversi fattori: sbalzi di temperatura, sudore, detersivi aggressivi, tessuti sintetici o semplicemente stress. Per questo è fondamentale agire su più fronti con una routine mirata e costante. Come faccio a sapere qual è la causa del prurito della sua pelle? Una domanda molto comune, e che mi fanno tante mamme. Se il tuo bimbo mostra segnali come: Prurito insistente, che non passa dopo settimane o mesi Rossore, soprattutto su arti, viso, gomiti e ginocchia Pelle molto secca, anche con crosticine Allora è probabile che si tratti di dermatite atopica. Prurito pelle dei bambini, ecco come lo risolvo Che si tratti di dermatite atopica, o un’irritazione temporanea (come nel caso di pelle sensibile o pelle secca), ci sono alcuni accorgimenti che puoi adottare per aiutare il tuo bimbo a stare meglio. Idratazione quotidiana con prodotti naturali e lenitivi Una pelle secca è una pelle che prude. Per questo il primo trucco è mantenere la pelle sempre ben idratata con creme emollienti e naturali, prive di profumi e sostanze irritanti. Scegli prodotti formulati specificamente per la pelle sensibile dei bambini. Non tutti i prodotti sono uguali, anche quando sull’etichetta c’è scritto “per pelle sensibile” o “per pelle atopica”. Devono avere ingredienti davvero puri: senza conservanti, petrolati o altre sostanze chimiche che possono irritare. Coccole di Elicriso è stata pensata per alleviare i sintomi della dermatite, incluso il prurito: lenisce, protegge e coccola la pelle. Un consiglio in più: applica la crema subito dopo il bagnetto, per aiutare a trattenere l’idratazione e proteggere la pelle dall’azione dell’acqua (SI, L’ACQUA PEGGIORA). 2. Evita i 4 errori più comuni nella routine quotidiana Molti genitori, in buona fede, commettono alcuni errori quotidiani che peggiorano il prurito della pelle dei bambini: Lavaggi troppo frequenti o con detergenti aggressivi Strofinare forte la pelle con l’asciugamano, invece di tamponarla Vestiti sintetici o troppo stretti Cambi di temperatura repentini oppure uso smodato dell’aria condizionata Correggere questi comportamenti è il secondo trucco per ridurre l’irritazione e il bisogno di grattarsi. Opta per detergenti delicati, vestiti in fibre naturali e ambienti con temperatura stabile. 3. Crea una routine serale calmante La sera è spesso il momento in cui il prurito si intensifica, disturbando il sonno del bambino. Qui spiego meglio perché succede, e come fare per evitarlo. Una routine serale rilassante può aiutare molto. Ecco cosa fare: Bagnetto tiepido (max 10 minuti) con prodotti delicati, come la nostra linea Bagno di seta  Asciugatura tamponata, senza strofinare Massaggio con crema lenitiva, come Coccole di Elicriso Pigiama morbido e traspirante Favola o coccole per rilassarsi 4. Rafforza la barriera cutanea dall’interno Alimentazione e salute dell’intestino sono due elementi fondamentali per il benessere della pelle.  Ciò che mangia il tuo bambino non deve essere trascurato. Una buona routine olistica include alimenti antinfiammatori e adatti alle pelli sensibili. In alcuni casi, probiotici e vitamina D possono supportare la salute della pelle dall’interno, aiutando a rinforzare il sistema immunitario e la barriera cutanea. Vita Bioma è il nostro integratore di probiotici per bambini pensato per donare equilibrio alla flora intestinale Vita D3rma è il nostro integratore di vitamina D, fondamentale per proteggere il sistema immunitario Ovviamente è importante parlarne con il pediatra prima di introdurre qualunque integratore. 5. Distrazione e strategie “anti-grattamento” Quando il prurito si fa sentire, il bambino tende a grattarsi compulsivamente. Il quinto e ultimo trucco è aiutarlo con tecniche di distrazione e alternative innocue: Giochi manuali o attività rilassanti Uso di peluche morbidi da tenere in mano Calzini sulle mani durante la notte Educare il bambino, se ha l’età giusta, a "grattare" attraverso il tessuto o a toccare la pelle senza unghie Questi piccoli gesti possono fare una grande differenza, e aiutare dove prima sembrava non esserci una soluzione. Un Metodo Olistico per il prurito dei bambini Il prurito alla pelle dei bambini con dermatite atopica non va sottovalutato, ma può essere tenuto sotto controllo con costanza, attenzione e piccoli accorgimenti quotidiani. Seguendo questi 5 trucchi, potrai migliorare il benessere della pelle del tuo bambino e aiutarlo a vivere meglio, giorno dopo giorno. E se hai bisogno di altri consigli e guide pratiche, visita il mio Blog, oppure dai un’occhiata al catalogo di prodotti per pelli sensibili e delicate. Se il prurito arriva da piccole bolle sulle dita delle mani, ne parliamo in questa guida. Un abbraccio,Dott.ssa Lorenza  
filtri chimici solari e pelle dei bambini

Filtri chimici solari e pelle dei bambini: perché fare attenzione

Filtri chimici solari e pelle dei bambini, finalmente se ne parla un po’ di più. Questo è un tema sicuramente delicato, ma che è importante affrontare. Questo perché non tutti i solari sono fatti per essere davvero protettivi. Tra sostanze irritanti, nano-particelle e pelle sensibile, spesso non sappiamo cosa faccia davvero bene (e cosa faccia male) ai nostri figli. So che è un argomento un po’ controverso, ma credo che parlarne possa aiutare mamme e papà come me a fare chiarezza. Soprattutto se hai un bimbo con dermatite atopica, come nel caso di mio figlio Elia. Ho fatto molte ricerche e voglio condividere con te cosa ho scoperto: parliamo di filtri solari, chimici e fisici, e di pelle sensibile o atopica. La pelle dei bambini: perché è diversa Prima, però, dobbiamo fare una precisazione doverosa: parliamo del perché la pelle dei bambini è diversa, e necessita dunque di un’attenzione speciale. La pelle del bambino è più sottile, delicata e permeabile rispetto a quella di un adulto. La barriera cutanea è immatura nei primi anni di vita e il rapporto superficie/peso corporeo è maggiore: questo significa che qualsiasi sostanza applicata sulla pelle viene assorbita più facilmente. Per questo motivo, la scelta del solare è tutt'altro che banale, specialmente per i bambini con pelle sensibile o dermatite atopica. Filtri solari: cosa sono e perché è importante capirli Quando mettiamo una crema solare sulla pelle, stiamo usando dei filtri che servono a proteggerci dai raggi del sole.Ma non tutti i filtri sono uguali, e soprattutto non tutti sono adatti ai bambini o a chi ha la pelle sensibile. La differenza principale tra filtri solari chimici e filtri solari fisici riguarda il loro meccanismo di protezione dai raggi UV e il modo in cui interagiscono con la pelle e la luce solare. La differenza in parole semplici 1. Filtri chimici Funzionano assorbendo i raggi del sole e trasformandoli in calore. Vengono assorbiti dalla pelle, quindi una parte entra nel corpo. Alcuni possono causare reazioni allergiche, irritazioni o interferire con gli ormoni. Sono quelli più usati nei solari I filtri solari chimici non sono spesso adatti ai bambini piccoli o a chi ha dermatite. 2. Filtri fisici (minerali) Fanno da specchio: riflettono i raggi solari senza farli penetrare. Rimangono sulla superficie della pelle, non vengono assorbiti. Sono più delicati e molto più sicuri, soprattutto per i più piccoli. I più usati sono: ossido di zinco e biossido di titanio. Attenzione: anche i filtri fisici possono diventare rischiosi se sono "nano" Ne avrai sicuramente sentito parlare, perché si sono diffusi sempre di più sul mercato e si trovano anche nei solari da farmacia. I filtri solari “nano” sono filtri fisici a base di nanoparticelle di biossido di titanio e ossido di zinco con dimensioni nell’ordine di pochi nanometri. “Nano”, infatti, significa particelle molto piccole (nanoparticelle). Sono così popolari perché hanno un duplice effetto: non lasciano l’effetto “pellicola bianca” sulla pelle, e hanno una buona capacità di riflettere i raggi UVA e UVB. Tuttavia, non sono privi di rischi: Quando i filtri fisici sono nano,secondo recenti studi,  possono penetrare nella pelle, soprattutto se ci sono taglietti, irritazioni o se la pelle è molto sottile (come nei neonati o in chi ha dermatite). Alcuni studi mostrano che potrebbero anche danneggiare le cellule o creare infiammazioni a lungo termine. I rischi dei filtri chimici nei bambini I solari con filtri chimici, sempre secondo recenti studi, potrebbero avere effetti negativi sui bambini, e non solo a livello del derma. Questi rischi riguardano principalmente la possibilità che queste sostanze attraversino la pelle sottile dei più piccoli ed entrino in circolo, causando interferenze o infiammazione. 1. Assorbimento sistemico Alcuni studi, tra cui uno pubblicato dal Journal of the American Medical Association (JAMA), hanno dimostrato che ingredienti come oxybenzone, octocrylene e homosalate si trovano nel sangue e nelle urine anche giorni dopo l’applicazione, superando i livelli considerati sicuri. 2. Interferenze ormonali Molti filtri chimici (oxybenzone in particolare) sono sospettati di essere interferenti endocrini, ovvero sostanze che alterano il sistema ormonale, anche a bassi dosaggi. Nei bambini, che sono in pieno sviluppo, questo rappresenta un potenziale rischio. 3. Allergie e fotosensibilità Filtri chimici possono causare: Dermatiti da contatto (prurito, arrossamenti, bruciore) Fotodermatiti (eruzioni dopo esposizione solare) Reazioni crociate con altri cosmetici o farmaci Il più segnalato nei bambini è l’oxybenzone. 4. Spray e aerosol: pericolo inalazione Molti filtri chimici sono veicolati in spray o aerosol: se respirati, possono irritare le vie respiratorie. È una modalità sconsigliata per i bambini, anche dai pediatri americani. Caratteristica Filtri Chimici Filtri Fisici (minerali) Come funzionano Assorbono i raggi UV e li trasformano in calore Riflettono i raggi UV come uno specchio Principi attivi Oxybenzone, Octinoxate, Avobenzone, Homosalate… Ossido di Zinco, Biossido di Titanio Assorbimento Vengono assorbiti dalla pelle e entrano nel sangue Rimangono in superficie Tempo di applicazione 20-30 minuti prima dell’esposizione Efficaci subito dopo l’applicazione Rischi Possibili allergie, interferenze ormonali, fotodermatiti Basso rischio, ben tollerati Raccomandati per bambini ❌ No ✅ Sì se non nano Bambini con dermatite o pelle reattiva Per un bambino con dermatite atopica, la scelta di un solare sbagliato può innescare una crisi cutanea. Alcuni filtri potrebbero essere irritanti e permeabili per una pelle già compromessa. Ecco perché è fondamentale fare la scelta giusta quando si tratta di proteggere la pelle dei bambini. Ancora di più se è sensibile o atopica! Nota personale da mamma e formulatrice "Nel 2025 ho fermato la produzione di Abbraccio del Sole: non avevo trovato un filtro che per me fosse davvero sicuro sulla pelle dei miei figli, e ho preferito un anno senza solare a un compromesso.Oggi Abbraccio del Sole è tornato, con filtri minerali non-nano.E te lo dico subito: si vede, sulla pelle. Quella velatura bianca non è un difetto — è la protezione che resta dove deve stare, in superficie.Se cerchi un solare che “si assorbe e sparisce”, il nostro non lo è. Per scelta." Come proteggere la pelle, oltre i solari: le abitudini che valgono quanto la crema Non tutti i bambini tollerano bene le creme solari — e nessuna crema, nemmeno la nostra, è pensata per lavorare da sola. La protezione vera è un sistema: comincia da come ci muoviamo, da cosa scegliamo di indossare e da come rispettiamo la pelle. Il solare arriva dopo, sulla pelle che resta scoperta. Ecco le cinque abitudini che uso con i miei figli, in estate e non solo. Senza rinunce: solo con un po' di attenzione. 1. Vestiti protettivi È la prima protezione in assoluto: i giusti vestiti sono una vera e propria barriera fisica tra la pelle del tuo bimbo e il sole. Cotone leggero, lino, bambù: tessuti naturali e traspiranti, a trama fitta. Evita i vestiti sintetici o stretti. Per i bambini che non stanno mai fermi, esistono magliette anti-UV certificate. Ricorda: una maglietta scura e asciutta può avere SPF 20–40 naturale! 2. Cappellino e occhiali Non dimenticare mai di proteggere i punti sensibili, come la testa (sì, ci si può scottare anche sulla cute!) e gli occhi. Un cappellino con visiera lunga o a tesa larga protegge viso, occhi, nuca e orecchie. Gli occhi, anche nei bambini, soffrono i raggi UV: occhiali da sole certificati CE sono una forma di protezione reale. 3. Ombra intelligente Anche se è estate, non vuol dire che bisogna rimanere al sole tutto il tempo! Sfruttare l'ombra è importante, soprattutto tra un gioco e l'altro. Non basta "stare all'ombra". Serve creare ombre fresche e mobili: un ombrellone con rivestimento anti-UV, una tenda da spiaggia chiusa su 3 lati. Evita le ore tra le 11 e le 16, quando i raggi sono più forti.  4. Tempi di esposizione brevi e controllati Io non lascio mai i miei figli al sole senza pause. L'esposizione giusta è ridotta, intelligente e alternata a tanta ombra. I primi giorni al mare o in montagna: un quarto d'ora alla volta, poi ombra. La pelle si abitua piano. Aumenta l'esposizione poco a poco, senza fretta. La luce del sole, presa con misura e sempre protetti, dà sollievo a tante pelli sensibili e aiuta la vitamina D. Ma la misura è tutto.   5. Il Doposole: il gesto che chiude la giornata Usare un buon doposole è importantissimo. Lenisce, idrata e ripristina la barriera cutanea che è stata stressata da sole e sudore. Dopo ogni esposizione, anche se breve: Sciacquare con acqua dolce (meglio se tiepida) Usare Doccia Polvere per una pulizia delicata Applicare Coccole di Elicriso o Olio DopoSole te per ripristinare la barriera cutanea Il mio pensiero personale Come mamma e formulatrice, ti dico con sincerità:proteggere la pelle non vuol dire sempre spalmare qualcosa.A volte, vuol dire fermarsi, osservare, coprire, idratare…e lasciar respirare la pelle, senza aggressioni inutili. Quale solare usare sulla pelle dei bambini? I criteri che uso io — da mamma prima ancora che da farmacista — sono quattro: filtri minerali non-nano, niente profumi, niente conservanti sintetici, niente acqua. Meno è, meglio è, specialmente per i bambini. Sono gli stessi criteri con cui ho formulato Abbraccio del Sole, che quest'anno è tornato. E te lo dico subito: sulla pelle si vede — quella velatura bianca è la protezione che resta in superficie, dove deve stare. Che tu scelga il nostro o un altro, porta questi quattro criteri davanti all'etichetta: è quel controllo che conta davvero. E la regola che nessuna etichetta cambia: si riapplica spesso, e dopo ogni bagno. Un abbraccio,Dott.ssa Lorenza
Dermatite Atopica in Estate, come affrontarla?

Dermatite Atopica in Estate, come affrontarla?

Dimmi se è successo anche a te: dermatite atopica, estate. Il sole splende, magari vai in spiaggia con i tuoi bambini. Per un po’ la pelle sembra migliorare, e poi… peggiora tutto! Molti dei genitori con cui parlo aspettano con ansia l’arrivo della bella stagione: la dermatite atopica in estate diventa molto più gestibile per i loro bambini. Eppure, c’è una percentuale di bambini che vede peggiorare i sintomi in estate. Il sole non aiuta, l’acqua di mare aumenta il rossore. Basta davvero poco per rovinare una bella vacanza in famiglia. Io lo so bene: è proprio quello che è successo con mio figlio Elia. La sua prima vacanza al mare è stata terribile: rossore e irritazione dappertutto. Avevo perfino comprato una delle migliori creme solari da farmacia, che purtroppo ha solo peggiorato la situazione. Il risultato? Vacanza rovinata. Ma l’estate può diventare una preoccupazione continua: ecco perché ho compilato una lista di consigli utili per affrontare la dermatite atopica in estate. Dermatite atopica in estate, speranza o tragedia? L’estate dovrebbe essere un sollievo. Eppure per molte mamme inizia un nuovo incubo: sudore, bollicine, arrossamenti… E’ vero, nella maggior parte dei casi il sole e le vacanze portano sollievo a chi ha la dermatite atopica.  Tuttavia, non è sempre così: a volte sembra migliorare, e poi compaiono sintomi sempre più acuti.  Sudore, sabbia, cloro e caldo possono diventare veri e propri nemici per una pelle già sensibile, soprattutto se atopica. Ma con qualche accorgimento mirato (e tanto buon senso), si può vivere un’estate più serena, senza peggiorare i sintomi. Perché la dermatite può peggiorare in estate? Nonostante il sole possa avere un’azione positiva, alcuni individui possono avere reazioni negative.  Sono diversi i fattori che possono peggiorare la dermatite atopica in estate. Tra i più comuni ci sono: Sudorazione eccessiva. Può causare occlusione dei pori e irritazione Uso di vestiti stretti o in fibre sintetiche Aria condizionata e deumidificatori. Soprattutto se c’è una forte differenza di temperatura tra l’interno e l’esterno. Insetti (come le zanzare) e altri irritanti, come piante selvatiche, soprattutto in aree in mezzo alla natura Sabbia e mare: le piccole particelle della sabbia e del sale possono creare dei microsfregamenti Uso di tanti prodotti, soprattutto se non sono formulati per pelli sensibili (solari, antizanzare, doposole, ecc.) Cloro delle piscine Errori comuni da evitare in estate Non solo fattori irritanti: spesso la pelle atopica peggiora in estate perché non si prendono le giuste precauzioni. Molti genitori fanno questi errori, senza sapere che stanno contribuendo all’irritazione della pelle del proprio bambino. Lavare troppo spesso nel modo sbagliato (per esempio, sfregando forte con l’asciugamano) e con detergenti aggressivi Lasciare la pelle umida a lungo Applicare troppi prodotti (il troppo stroppia! Meglio usare pochi prodotti, ma delicati e nutrienti) Cosa fare per migliorare la dermatite atopica in estate? L’esperienza mi ha insegnato che è possibile migliorare la dermatite atopica, anche in estate. L’importante è attuare qualche accorgimento, anche quando si tratta di esporre la pelle al sole estivo. In linea di massima, io evito sempre di esporre i miei figli alla luce solare nelle ore più calde. Questo consiglio è valido per tutti i bambini, ma ancora di più se la loro pelle è sensibile. Oltre a ciò, ecco quello che faccio per proteggere la loro pelle ogni giorno: Bagnetto con acqua tiepida, usando un amido e il nostro Olio Bagnetto Usare Doccia Polvere dopo la piscina o mare o se si sporcano molto Tamponare bene, mai strofinare Usare una crema protettiva e nutriente (come la nostra Coccole di Elicriso, quando serve emollienza) Vestiti in cotone, traspiranti Idratazione costante e dieta equilibrata Bere regolarmente e mangiare frutta e verdura ricche di antiossidanti (aiutano la pelle e l’infiammazione) Non mettere l’antizanzare a diretto contatto con la pelle Al mare Il mare può essere un luogo critico per la pelle atopica e sensibile.  Ciò non significa che i tuoi bimbi debbano rinunciare al divertimento sulla spiaggia, o ai bagni nell’acqua salata. Tuttavia, se hai notato che la pelle di tuo figlio si irrita al mare, ecco a cosa devi fare attenzione: Sale & sabbia: alternare momenti di gioco libero con bagni in mare, sciacquare immediatamente il sale con acqua dolce tiepida e tamponare delicatamente. Qui puoi approfondire il tema mare e dermatite atopica. Sudore & abbigliamento: evitare vestiti sintetici, preferire cotone/bambù/seta, vestirli leggeri anche di notte. Doccia post-spiaggia: rapida, con acqua tiepida (attenzione, non calda e nemmeno ghiacciata!). Usare amido di riso o detergente solido delicato. Non fare docce troppo lunghe. Coccole di Elicriso: prima e dopo il bagno (mare o piscina) per creare barriera protettiva e lenire rossori. Ecco cosa metto sempre nel mio borsone mare quando vado in spiaggia assieme ai miei bimbi: Coccole di Elicriso (usata come barriera protettiva prima e dopo la spiaggia) Amido di riso o detergente super-delicato Asciugamani in cotone liscio Vestiti naturali leggeri con un cambio extra se i miei bimbi sudano troppo In piscina E per quanto riguarda la piscina? Molte delle regole che si applicano al mare sono valide anche qui: protezione della pelle, risciacqui con acqua tiepida, ed esposizione al sole solo nelle ore meno calde. Puoi approfondire il tema piscina e dermatite atopica nel mio articolo dedicato. Ecco qualche accorgimento aggiuntivo: Protezione prima del bagno: uno strato di Coccole di Elicriso protegge il film idrolipidico da irritanti e cloro.. Doccia dopo il bagno: solo acqua tiepida, pH neutro, e riapplicazione del prodotto nei punti arrossati. Cuffiette e accessori: evita oggetti che sfregano troppo sulla pelle. Idratazione e protezione: se hai trovato una crema solare naturale e non irritante, applicala dopo aver messo Coccole di Elicriso sulla pelle. Così la barriera protettiva è ancora più forte. Combattere il sudore Uno dei grandi “nemici” della pelle in estate è il sudore. La sudamina può essere un agente irritante per i bambini con la pelle sensibile. Che tu sia al mare, in piscina, o solo al parco giochi sotto casa, ecco a cosa devi fare attenzione: Vestiti leggeri: scegliere vestiario leggero e traspirante, cambiarli spesso in caso di sudore Detersione: se ha sudato tanto, doccia o bagnetto tiepido con amido di riso per assorbire l’umidità. Attenzione: non usare detergenti aggressivi quotidianamente. L’estate può anche essere un alleato Non tutte le dermatiti peggiorano in estate: alcune migliorano con il sole (grazie all’effetto antinfiammatorio), ma questo non vale per tutti.Conoscere la pelle del proprio bambino, osservare i segnali, e scegliere una routine adatta può fare la differenza. “Non è questione di fare tanto. Ma di fare il giusto.”Questo è il cuore del Metodo Pelle Sana: ascoltare, semplificare, proteggere. Un abbraccio,Dott.ssa Lorenza
dermatite atopica adulti

Dermatite Atopica Adulti, Come Riconoscerla e Gestirla

La dermatite atopica adulti è una condizione infiammatoria della pelle che può influire notevolmente sulla qualità della vita. Sebbene spesso associata all'infanzia, questo disturbo cutaneo può persistere o manifestarsi anche in età adulta, con sintomi e caratteristiche specifiche. In questo articolo scoprirai cos’è la dermatite atopica, come si presenta negli adulti, quali sono le differenze con quella dei bambini e, soprattutto, come gestirla con un approccio naturale e olistico. Cos'è la Dermatite Atopica? La dermatite atopica è una forma di eczema cronico che provoca prurito, rossore, secchezza e irritazione della pelle. È legata a una predisposizione genetica e a un’alterazione della barriera cutanea, che rende la pelle più vulnerabile agli agenti esterni e alle infezioni. Si tratta di una malattia infiammatoria non contagiosa, ma recidivante: ciò significa che può alternare fasi acute a momenti di apparente miglioramento. Come tante altre forme di dermatite, la dermatite atopica, in alcuni casi, può non passare del tutto. Fortunatamente, è possibile gestirla grazie ad un approccio completo, dalla dieta all’uso di prodotti adatti alla pelle sensibile. Dermatite Atopica negli Adulti: Sintomi e Cause La dermatite atopica negli adulti si manifesta con sintomi spesso più intensi rispetto a quelli dell’infanzia, e può comparire anche in soggetti che non hanno mai avuto problemi cutanei in precedenza. In molti casi, però, c’è già una familiarità fin dall’infanzia. I principali sintomi includono: Prurito persistente, spesso peggiorato da stress e sudore Pelle molto secca e squamosa Rossore e infiammazione, in particolare su mani, collo, viso, pieghe di gomiti e ginocchia Ispessimento cutaneo (lichenificazione), dovuto al grattamento cronico Non è ancora conosciuta la causa principale che fa emergere la dermatite atopica. Tuttavia, ci sono alcuni fattori che possono contribuire alla comparsa o peggioramento dei sintomi, tra cui: Fattori genetici (presenza in famiglia di dermatite, asma o allergie) Stress psicofisico Allergeni ambientali come polvere, acari o pollini Detergenti aggressivi o cosmetici non adatti Alimentazione squilibrata o ricca di alimenti infiammatori Differenza con la Dermatite Atopica dei Bambini Nel mio blog parlo spesso di come la dermatite atopica compaia nei bambini, come trattarla e quali buone abitudini adottare per gestirla al meglio. E’ importante, però, parlare anche di come questa si presenti negli adulti. Anche se la base della malattia è la stessa, ci sono differenze importanti tra la dermatite atopica nei bambini e quella negli adulti. Zone colpite Nei bambini, la dermatite atopica può comparire fin dai primi mesi di vita. Le zone più colpite sono di solito viso, cuoio capelluto, pieghe delle braccia e gambe. Negli adulti, invece, la dermatite compare più di frequente su mani, collo, palpebre, volto, aree estese del corpo. Ovviamente, questa non è una regola generale, e ogni individuo è un caso a sé stante. Sintomi Sebbene i sintomi si presentino di solito durante l’infanzia, per poi scomparire per alcuni periodi e ricomparire anche in età adulta, questo non accade in ogni caso. Alcune persone iniziano a sviluppare i sintomi già in età adulta, senza aver avuto alcun sintomo da piccoli. In generale, i sintomi per bambini e adulti sono gli stessi: pelle secca, arrossata, prurito persistente e presenza di macchie rosse e pelle che può ispessirsi, soprattutto se viene grattata spesso. Come Gestire la Dermatite Atopica negli Adulti Non esiste una cura definitiva, ma è possibile gestire la dermatite atopica negli adulti con una combinazione di buone pratiche quotidiane, trattamenti naturali e uno stile di vita equilibrato. 1. Idratazione profonda e costante Applicare creme emollienti o con estratti naturali (come il burro di karité, la camomilla o l’estratto di elicriso) più volte al giorno, soprattutto dopo la doccia, aiuta a ripristinare la barriera cutanea. 💛 Coccole di Elicriso è una crema pensata proprio per dare sollievo ai sintomi della dermatite atopica. Può essere usata più volte al giorno senza effetti collaterali, e contribuisce a ripristinare la normale barriera cutanea. 2. Evitare agenti irritanti Scegliere detergenti delicati, preferibilmente senza acqua, senza profumo e senza allergeni. . Soprattutto durante i periodi acuti, è meglio scegliere vestiti con tessuti naturali come il cotone e lavare i vestiti con detersivi ipoallergenici. 🌿 Il nostro Doccia Polvere è perfetto per la detersione sia di bambini che adulti. Nessun tensioattivo aggressivo, mantiene un perfetto potere lavante senza stressare la pelle. 3. Alimentazione e integrazione Seguire una dieta anti-infiammatoria ricca di frutta, verdura, omega-3 e probiotici può contribuire a migliorare la salute della pelle. In alcuni casi può essere utile eliminare temporaneamente latticini, glutine o zuccheri raffinati, sotto consiglio medico. Vuoi qualche idea di alimenti buoni e anti-infiammatori? Approfondisci qui l’argomento. 4. Gestire lo stress La dermatite atopica, soprattutto nelle sue fasi più acute, può essere legata anche allo stress.  Gli adulti di oggi vivono una vita molto frenetica, con ritmi che spesso possono portare a stress, ansia, e agitazione. Per questo motivo integrare attività rilassanti durante la routine quotidiana può aiutare: meditazione, yoga, mindfulness o semplicemente prendersi dei momenti di pausa dalla frenesia dei propri impegni. 4. Cortisone sì, cortisone no Se mi conosci sai che non consiglio l’uso prolungato del cortisone per la dermatite atopica.  E’ certamente utile l’uso per brevi periodi, sotto prescrizione medica e sono nelle fasi acute, tuttavia è meglio evitare di usarlo per settimane o mesi - potrebbe peggiorare i sintomi. Conclusione La dermatite atopica negli adulti è una condizione complessa, ma può essere tenuta sotto controllo con costanza e attenzione. Riconoscere i sintomi, evitarne i fattori scatenanti e adottare un approccio naturale e olistico sono passi fondamentali per vivere meglio e con meno fastidi. Se vuoi scoprire di più sui prodotti specifici per gestire la dermatite e i suoi sintomi, dai un’occhiata al nostro catalogo! Un abbraccio,dott.ssa Lorenza
dermatite da stress

Dermatite da Stress: Sintomi, Cause e Rimedi Reali

Dermatite da stress, esiste davvero? Quando sei ansioso, sotto stress e preoccupato potresti vedere un peggioramento della tua pelle: non è una coincidenza! La pelle parla, e spesso lo fa quando il corpo è sotto pressione. La dermatite da stress è una condizione reale, anche se spesso viene sottovalutata o confusa con altre forme di eczema. In questo articolo ti spiego perché compare, quali sono i sintomi più comuni, e soprattutto cosa puoi fare concretamente per migliorare la situazione — da dentro e da fuori. Che Cos'è la Dermatite da Stress? È una manifestazione infiammatoria della pelle scatenata o aggravata da un forte stress psicofisico. Può comparire in chi ha già la pelle sensibile, oppure anche in chi non ha mai avuto problemi cutanei. Nel caso di bambini e adulti che già soffrono di dermatite, i sintomi possono peggiorare. Ciò succede perché il sistema nervoso e la pelle sono strettamente collegati. Stress, ansia e tensione attivano segnali infiammatori che la pelle “traduce” in arrossamenti, prurito, bolle, desquamazione. Sintomi della Dermatite da Stress I sintomi variano da persona a persona, ma i più frequenti sono: Arrossamento Prurito persistente Pelle secca o a chiazze Piccole bollicine o desquamazione Peggioramento improvviso in periodi difficili I sintomi di solito compaiono su: Viso Collo Cuoio capelluto Mani Piega dei gomiti o ginocchia (nei soggetti atopici) Attenzione: a volte la dermatite da stress viene confusa con allergie, psoriasi o micosi. Ma la causa scatenante è proprio emotiva o psicosomatica. Perché lo Stress Influenza la Pelle? Un aspetto che nessuno ti dice: la pelle è un organo emotivo. Il nostro corpo è fatto di equilibri delicati e il cervello ha un enorme potere su altri organi, inclusa la pelle. Hai mai notato, quando sei stressato o ansioso, che il cuore inizia a battere più forte, i palmi delle mani sudano, il respiro si fa corto?Oppure puoi iniziare a sentire il principio di un’emicrania, o anche di un mal di pancia? Questo accade perché il nostro corpo vuole proteggerci da “minacce” esterne (vere o percepite come tali) preparandoci alla fuga, o a combattere. Naturalmente nella società moderna non abbiamo più bisogno di questi sotterfugi, e dunque lo stress si può tradurre in reazioni infiammatorie del corpo. Una di queste reazioni infiammatorie è proprio collegata alla pelle! L’Asse Pelle–Cervello: Perché Lo Stress Si Vede Fuori Quando sei sotto stress, la pelle lo sente. E lo mostra. Quante volte ti è capitato di avere un peggioramento della dermatite proprio nei periodi più difficili? Non è un caso. La pelle e il cervello sono in costante comunicazione. Questo legame profondo è noto come asse pelle–cervello, e spiega perché ansia, tensioni emotive, preoccupazioni si trasformano in infiammazione, prurito e sfoghi cutanei. Come funziona questo legame invisibile? Il cervello percepisce lo stress e rilascia neurotrasmettitori e ormoni, come il cortisolo. Il cortisolo è un ormone che: indebolisce le difese immunitarie della pelle altera il microbiota cutaneo e intestinale aumenta la permeabilità della barriera cutanea Risultato? La pelle diventa più reattiva, vulnerabile e infiammata. Questi messaggeri raggiungono la pelle e alterano il suo equilibrio immunitario e infiammatorio. Inizia il circolo vizioso: più prurito → più fastidio → più stress → peggioramento dei sintomi. Non è “solo nella tua testa”: è nella tua pelle. È un messaggio che va ascoltato. I bambini possono soffrire di dermatite da stress? Nei più piccoli, l’asse pelle–cervello è ancora più delicato: Le emozioni spesso non vengono espresse a parole, ma si manifestano sul corpo. Situazioni come distacco dalla mamma, scuola, sonno agitato, cambiamenti in casa possono scatenare o peggiorare la dermatite. La pelle diventa il loro modo di comunicare disagio. Per questo motivo è importantissimo osservare! Il corpo a volte parla una lingua più chiara di quella delle semplici parole. Cosa fare per calmare l’asse pelle–cervello? Certamente usare prodotti calmanti come creme naturali, idratanti e lenitive è il primo passo, ma non basta. Non usare solo trattamenti esterni, ma anche: Routine rilassanti (bagnetti, coccole, olio e massaggi) Respirazione profonda (anche da fare insieme) Tempi lenti, presenza, contatto Emozioni accolte, non negate (“ti capisco che è difficile, e ci sono qui con te”) Cosa Puoi Fare per Migliorare la Dermatite da Stress 1. Calma la pelle con prodotti essenziali Niente profumi Niente tensioattivi o alcool Sì a formule dense, lenitive, nutrienti, possibilmente senza acqua 🌿 Coccole di Elicriso è stata formulata proprio per questo: quando la pelle "grida", ha bisogno di essere protetta e ascoltata. Senza irritazioni in più. 2. Lavora anche dall’interno Spesso lo stress altera anche il tuo intestino; e l’intestino è collegato alla pelle (è il secondo cervello, no?). Per questo è importantissimo gestire lo stress dall’interno. Cosa serve? Un’alimentazione sana ed equilibrata, evitare alimenti pro-infiammatori, e integrare quando serve con prodotti che proteggono le naturali difese immunitarie, come: Fermenti lattici mirati (come Vita Bioma) aiutano a ristabilire l’equilibrio Vitamina D3 in olio (come Vita D3rma) regola il sistema immunitario cutaneo 👉 Molte persone con dermatite da stress riferiscono benefici reali dopo aver curato anche il corpo dall’interno. 3. Ascoltati (e rallenta davvero) La pelle che si infiamma quando sei sotto pressione non sta sbagliando: sta chiedendo attenzione. Non ignorarla! Quando ci sono questi sintomi, è arrivato il momento di rallentare, di prendere tempo per te stesso/a e di capire qual è la radice del tuo stress. Ecco cosa ti consiglio per ridurre il livello di stress: Respirazione consapevole Bagni caldi con amido o polveri lenitive Pasti calmi (masticando molto e lentamente) Passeggiate senza telefono ❝ Curare la dermatite da stress non è solo una questione di crema, ma di stile di vita. ❞ Sintomi della Dermatite da Stress nei Bambini Anche i bambini possono manifestare dermatite da stress, soprattutto in risposta a situazioni emotivamente difficili o cambiamenti significativi nella loro vita. Nei bambini, la dermatite da stress si manifesta spesso con sintomi simili all'eczema atopico: Prurito intenso: può essere costante e disturbare il sonno. Arrossamento: la pelle appare infiammata e rossastra. Secchezza e desquamazione: la pelle può risultare secca, con presenza di squame o crosticine. Le zone più comunemente colpite includono: Viso: specialmente guance e fronte. Collo: area spesso soggetta a irritazioni. Cuoio capelluto: può presentarsi con desquamazione simile alla forfora. Mani: in particolare le dita. Pieghe dei gomiti e delle ginocchia: zone tipiche per la dermatite atopica nei bambini. È importante notare che lo stress può peggiorare altre forme di dermatite, come la dermatite atopica, nei bambini predisposti. Perché compare la Dermatite da Stress nei Bambini? Oltre allo stress emotivo, altri fattori possono contribuire alla comparsa o al peggioramento della dermatite nei bambini: Predisposizione genetica: familiarità con malattie allergiche come asma o rinite allergica. Fattori ambientali: esposizione a inquinanti, polvere o allergeni. Detergenti aggressivi: l'uso di prodotti non adatti alla pelle delicata dei bambini. Rimedi e Consigli Pratici Nei bambini la dermatite da stress può essere gestita con abitudini olistiche e naturali - un insieme di attività che contribuiscono sia a gestire i sintomi esterni, che affrontare le cause interne. 1. Detersione Delicata Utilizzare detergenti specifici per bambini, privi di profumi e sostanze irritanti. Limitare la durata del bagno: preferire bagni brevi con acqua tiepida. Asciugare tamponando: evitare sfregamenti vigorosi con l'asciugamano. 2. Idratazione Costante Applicare creme emollienti subito dopo il bagno per mantenere l'idratazione. Scegliere prodotti senza profumi e ipoallergenici, specifici per pelli sensibili. L'uso regolare di emollienti aiuta a mantenere la pelle idratata e a ridurre la secchezza. 3. Ambiente e Abbigliamento Vestire il bambino con abiti in cotone: evitare tessuti sintetici o lana che possono irritare la pelle. Mantenere un ambiente umidificato, soprattutto in inverno, per evitare l'aria troppo secca. 4. Supporto Emotivo Ascoltare e dialogare con il bambino riguardo alle sue preoccupazioni. Creare routine rassicuranti: la prevedibilità aiuta a ridurre lo stress. Incoraggiare attività rilassanti, come il gioco all'aperto o la lettura. Il prurito può essere, a volte, tanto forte da impedire al bambino e ai suoi familiari il riposo notturno. Tecniche Antistress Che Aiutano Anche la Pelle Quando si parla di dermatite da stress, non basta solo curare la pelle: è fondamentale calmare il sistema nervoso. Ecco alcune tecniche semplici ma potenti per ridurre lo stress nella vita quotidiana — da fare da soli o insieme ai bambini.  1. Respirazione consapevole (coerenza cardiaca) Tecnica semplice per abbassare il cortisolo (l’ormone dello stress): Inspira per 4 secondi Espira lentamente per 6 secondi Ripeti per 3-5 minuti Il mio consiglio: falla al mattino, o prima di dormire. Ti aiuta a calmare la mente e la pelle. 2. Diario delle emozioni (anche per bambini!) Scrivere (o disegnare) come ci si sente: Aiuta a riconoscere lo stress Libera emozioni che altrimenti “resterebbero sulla pelle” Il mio consiglio: con i bimbi puoi usare il "barometro delle emozioni": disegnare insieme il meteo emotivo del giorno (sole, pioggia, nuvole…).  3. Tocco affettuoso e automassaggio E’ stato provato come il contatto fisico rilassa il sistema nervoso, anche nei bambini: Massaggia mani e braccia con un olio delicato (per es. l’olio corpo naturale che stai per lanciare) Fallo lentamente, con attenzione, anche 2-3 minuti Sui bambini: massaggiare piedi, schiena, spalle con movimenti circolari Il tocco consapevole è una delle forme più potenti di antistress, soprattutto nei più piccoli. 4  Routine che rassicurano Per i bambini (ma anche per noi), la prevedibilità calma. Perciò cerca, nel limite del possibile, di evitare stravolgimenti della routine o cambiamenti continui. Cerca invece di adottare: Orari regolari Momenti di gioco non stimolanti Spazi senza schermo prima di dormire Meno caos = meno stress = meno dermatite E se state affrontando un periodo particolare, come per esempio un trasloco, una nuova scuola o altre novità che possono creare grandi emozioni nel tuo bambino? Cerca di trovare sempre dei momenti in cui accogliere le emozioni del tuo piccolo e fare delle attività rilassanti insieme. Dermatite da Stress? Si può combattere! Che sia un adulto o un bambino, la dermatite da stress può essere combattuta facilmente adottando questi semplici consigli. E se vuoi scoprire come io gestisco i piccoli e grandi momenti di stress e cambiamenti nella vita del mio bambino che soffre di dermatite atopica, approfondisci il mio Metodo qui.   Un abbraccio,dott.ssa Lorenza  

Visualizzazione di 20/70