I consigli della Dott.ssa Lorenza per la pelle sensibile

Gli effetti nocivi dei Siliconi chimici nei cosmetici

Gli effetti nocivi dei Siliconi chimici nei cosmetici

I siliconi sono polimeri inorganici estremamente versatili e fortemente diffusi nell’ambito della cosmesi. Derivano dalla combinazione di silicio e sostanze petrolifere. Molte aziende cosmetiche impiegano frequentemente tali sostanze nei loro prodotti, invogliate dal basso costo, dalle numerose proprietà idrorepellenti, antistatiche e duttili nonché dalle loro capacità di resistenza alle alte temperature. La caratteristica fondamentale dei siliconi è quella di rendere morbide e setose le texture dei prodotti nei quali sono impiegati e di dare a capelli e viso un aspetto immediatamente più levigato, liscio e piacevole al tatto. L’effetto è tuttavia solo apparente. Nessuna azienda rende noti gli effetti a lungo termine che derivano dall'utilizzo prolungato di questi ingredienti. In un primo momento proteggono la pelle da smog e agenti atmosferici. Applicati giornalmente per lunghi periodi, i siliconi sono estremamente dannosi per pelle e capelli in quanto creano una barriera impermeabile che impedisce la traspirazione cutanea e rende inutile l’impiego successivo di ulteriori referenze.  E' possibile trovarli quasi ovunque nell'ambito cosmetico, dai prodotti anti-età alle creme per il contorno occhi, dai prodotti per capelli fino ad arrivare ad articoli per bambini. Se impiegati nei prodotti per capelli tendono a rivestire completamente i fusti capillari impedendo il passaggio di sostanze nutrienti ed idratanti. In un primo momento i capelli appaiono più lisci, le doppie punte invisibili e l’effetto crespo risulta minimizzato. Successivamente il capello inizia a perdere tono, deidratandosi notevolmente finendo poi per apparire “bruciato” e privo di lucentezza. I prodotti siliconici non sono affatto curativi: fissano la situazione alimentando il danneggiamento del fusto capillare ed impedendone la naturale idratazione. Ne consegue che il capello si sporcherà con più facilità, dopo alcuni mesi avrà un aspetto disidratato per poi compromettersi definitivamente.   L’effetto sulla pelle è altrettanto dannoso. Anche in questo caso ciò che si viene a creare è una pellicola che occlude i pori ed impedisce la traspirazione cutanea. Il risultato sarà una pelle estremamente secca e squamosa, ricca di comedoni, punti neri, grani di miglio nel contorno occhi, pori allargati e sfoghi acneici. Una metafora spesso impiegata per chiarire gli effetti dei siliconi su pelle e capelli è quella della pellicola da cucina. Oltre a danneggiare la pelle ed i capelli, i siliconi vanno ad accumularsi in organi del corpo, come ad esempio il fegato, provocando danni a lungo termine. Come se non bastasse, essendo prodotti non biodegradabili, hanno un forte effetto inquinante sull'ambiente una volta dispersi. Sempre più persone, fortunatamente stanno prendendo coscienza di questa realtà in Italia e nel mondo. E' fondamentale in questi casi fare attenzione a ciò che si mette nel proprio carrello, imparando a leggere gli Inci descritti sul retro delle confezioni ed abituarsi all'idea che non sempre un prodotto dal costo elevato, anche se acquistato in farmacia, sia privo di siliconi o di altre sostanze dannose per se stessi.  Ricordiamoci che la consapevolezza è la chiave della libertà di scelta. Nell’Inci i siliconi sono segnalati con queste diciture: Amodimethicone Behenoxy Dimethicone Bisamino PEG/PPG-41/3 Aminoethyl PG-Propyl Dimethicone Bis-Phenylpropyl Dimethicone C30-45 Alkyl Cetearyl Dimethicone Crosspolymer C30-45 Alkyl Dimethicone Cetearyl Methicone Cetyl Dimethicone Cetyl PEG/PPG-15/15 Butyl Ether Dimethicone Cyclohexasiloxane Cyclomethicone Cyclomethicone D4 Cyclomethicone D5 Cyclopentasiloxane Cyclotetrasiloxane DEA PG-Propyl PEG/PPG-18/21 Dimethicone Diisostearoyl Trimethylolpropane Siloxy Silicate Dimethicone Dimethicone Copolyol Dimethiconol Diphenyl Dimethicone Disiloxane Hydroxypropyl polysiloxane Lauryl Methicone Copolyol PCA Dimethicone PEG/PPG-20/15 Dimethicone PEG/PPG-20/15 Dimethicone o Dimethicone Copolyol. PEG-12 Dimethicone Phenyl Trimethicone Polysilicone-18 Cetyl Phosphate Silicone co-polymers Silicone Resin Spheres (2, 5 & 6 micron) Simethicone Stearoxy Dimethicone Stearyl Dimethicone Trideceth-12- Amodimethicone Trimethylsiloxysilicate Trimethylsilylamodimethicone Trisiloxane Vinyldimethicone Crosspolymer Riassumendo nell’inci di un prodotto, possiamo riconoscere i siliconi negli ingredienti che terminano in one-ane. Uno dei più dannosi è senza dubbio il Dimethicone, fortemente inquinante e assai diffuso.     Coccole di Elicriso
Come riconoscere i Cosmetici Davvero 100% Naturali

Come riconoscere i Cosmetici Davvero 100% Naturali

Basta una confezione verde, qualche foglia e qualche fiore sull’etichetta o una dicitura del tipo “non contiene sostanze chimiche nocive” o “prodotto a base di erbe” per ritrovarsi di fronte a dei cosmetici naturali? La risposta è No. Il problema deriva dal fatto che non esiste ancora una legge che regola i cosmetici naturali e biologici, c’è solo una normativa unica europea per la cosmesi, il “Regolamento CE 1223/2009”. La normativa è generica e non fa una reale distinzione tra prodotti davvero naturali e prodotti solo apparentemente tali, resi accattivanti grazie alla pratica del greenwashing, che però riguarda il packaging e le campagne pubblicitarie del prodotto e non per il contenuto che, invece, è ciò che realmente conta. Per capire se un cosmetico è davvero naturale è indispensabile leggere l’etichetta e saperla interpretare. I loghi delle certificazioni green sono importanti, ma nel caso in cui esse non siano presenti non è necessariamente detto che il cosmetico non sia naturale. Per saperlo dobbiamo andare a leggere l’INCI, l'International Nomenclature for Cosmetic Ingredients, che è sostanzialmente l’elenco degli ingredienti, ed è compilato secondo un ordine prestabilito ed importante. Nell’INCI, infatti, gli ingredienti principali, quelli presenti in maggiore quantità, sono indicati per primi e sono quelli che fanno la differenza. Di solito nelle creme che abbiamo a casa il primo ingrediente della lista è l'acqua. Esso di per sé è già un problema perché l'acqua ha bisogno di esser mantenuta stabile e quindi seguiranno conservanti ed agenti chimici in grande quantità. Poi, se tra i primi elencati ci sono sostanze come derivati del petrolio (il più diffuso è il paraffinum liquidum), parabeni o siliconi, di sicuro non siamo di fronte a un cosmetico naturale. I parabeni sono dei conservanti e hanno nomi con il suffisso “paraben” (per esempio methylparaben, ethylparaben, propylparaben), mentre i siliconi sono dei derivati del silicio (es. dimethicoe, cyclohexasiloxane) e sono usati per le loro proprietà idrorepellenti e la resistenza ad alte temperature. Se invece un cosmetico è davvero naturale, ai primi posti dell’INCI avrà nomi di sostanze naturali, solitamente in latino, come Argania Spinosa Kernel Oil (Olio di Argan), Simmondsia Chinensis o Jojoba Esters (Olio di Jojoba), Butyrospermum Parkii Butter (Burro di Karitè). I cosmetici naturali utilizzano una combinazione di elementi altamente funzionali, delicati e sicuri in quantità elevate, mentre quelli che si affidano a sostanze chimiche possono presentare anche quelle naturali, che magari danno anche il nome al prodotto, ma in quantità ridotte e dunque nell’INCI sono presenti solo in coda. Cosmetici naturali: ingredienti, durata, dove comprarli I prodotti con alte concentrazioni di siliconi e parabeni a volte danno risultati immediati, a breve termine, ma, soprattutto per le pelli più delicate, possono dare dei disturbi (per esempio pori occlusi, acne, rossori). Anche i cosmetici naturali usano dei conservanti, ossia sostanze riprodotte in laboratorio per allungare la durata del prodotto, ma hanno strutture molecolari pressoché identiche a quelle che si trovano in natura e sono meno aggressivi dei conservanti chimici. Per alcuni ingredienti neanche l’INCI specifica da dove sono state estratte. Altri trucchetti per distinguere un prodotto davvero naturale da uno con alte concentrazioni di ingredienti chimici: quello naturale, una volta aperto, potrebbe cambiare odore, colore o consistenza. Basta conservarlo in un luogo fresco, asciutto e lontano dai raggi solari. Dove comprare i cosmetici naturali? Diciamo intanto che è difficile trovarli al supermercato, solo alcuni brand riescono a rientrare negli standard, più facile trovarli in luoghi di nicchia, come erboristerie, negozio Bio... Per quanto riguarda le creme WaterLess si può stare tranquilli. L'assenza di acqua elimina l'utilizzo di tensioattivi, parabeni e conservanti chimici che servono a mantenere il composto stabile e duraturo nel tempo. Ci sono gli oli e i grassi che da soli si mantengono nel tempo.     Coccole di Elicriso
Dermatite Atopica: come lo stress danneggia la pelle

Dermatite Atopica: come lo stress danneggia la pelle

Hai mai notato che nei momenti in cui sei più stressato la tua dermatite, psoriasi o altro problema della pelle aumenta?! Molti sono gli studi che correlano insorgenza e peggioramento della dermatite atopica con lo stress. Il collegamento tra stress e pelle lo vediamo anche nelle cose più banali come quando non dormiamo la notte e la nostra pelle la mattina sembra più spenta. Se una persona è stressata glielo si legge in faccia. Succede a te, ma è successo anche a me, e le persone che avevo vicino se ne sono subito accorte. Sappiamo che la dermatite atopica è una malattia infiammatoria della pelle, che rende la pelle fragile, secca, rossa e pruriginosa. Sappiamo anche che le cause scatenanti oltre la predisposizione genetica sono molte, ed ogni sostanza irritante può scatenarla e peggiorarla. Se mi seguite da un po' sapete che il mio motto è "meno sostanze irritanti entrano in contatto con la vostra pelle, meglio è" e che l’acqua è il vostro nemico numero uno, anche quella delle creme che usate ogni giorno. Da dove arrivano queste sostanze irritanti? Da tessuti, alimentazione, creme, detergenti….. E anche dallo Stress! Il Dott, Alessandro Martella nel suo libro "La pelle lo sa" ha dedicato a questo un intero capitolo chiamandolo “nervi a fior di pelle”. “gli è venuta la psoriasi dopo che si è separato dalla moglie” o “dopo la morte del padre ha perso tutti i capelli” questi alcuni esempi dal libro. E' successo anche a me pochi giorni fa, quando una persona mi ha chiesto aiuto: “non ho mai sofferto di dermatite, sono mesi che non mi da tregua” la mia domanda spontanea è stata: c’è stato un evento particolare poco prima della comparsa?” scavando abbiamo capito che c'era stata una grave perdita in famiglia. Come fanno le emozioni a ripercuotersi sulla pelle?! Quando siamo stressati per un lungo periodo, il nostro corpo è sempre attivo e all’erta attiva dei meccanismi (che non sto ad elencarvi) in modo semplice lo stress dice al cervello di rilasciare degli ormoni, chiamati appunto dello stress, cortisolo e adrenalina, che servono come difesa nel meccanismo lotta-fuggi.  E' come se ci fosse un attacco del nemico e per difendersi il corpo si arma. Questo provoca una guerra con rilascio di bombe, sostanze infiammanti e sebo, che si ripercuote in chi ha dermatite, dove c'è già una situazione simile. Il cortisolo per raccontarvela viene prodotto normalmente la mattina per mettere in moto il nostro organismo e poi, in condizioni normali, sempre di meno fino alla sera in cui cessa per permetterci il nostro sonno. Spesso coloro che soffrono di dermatite atopica sono accomunati da ansia, problematiche con le persone significative e una tendenza a rivolgere l'aggressività verso sé stessi. Talvolta quanti sono affetti da questa patologia soffrono anche di depressione. La maggior parte di queste persone prova difficoltà nell'esprimere le proprie emozioni, ha una vita molto attiva ma non elabora psicologicamente le esperienze quotidiane, come problemi lavorativi o scolastici, o lutti familiari. E' importante evitare situazioni di stress e scaricarlo, ma come?! Condurre uno stile di vita sereno è il primo passo per allontanare lo stress. È un cambiamento che viene dall’interno e potrebbe servire avere il giusto mindset per affrontare le giornate al meglio. Quindi, vanno benissimo corsi di yoga, meditazione e gestione dello stress. Alimentazione. Per contrastare le conseguenze fisiche e psicologiche dello stress potremo ridurre gli stati infiammatori provocati dallo stress, diminuire il cortisolo e aumentare la produzione dell’ormone della felicità, la serotonina. Per diminuire le infiammazioni è bene ridurre il consumo di zuccheri, cibi industriali, carboidrati raffinati, fritture e carni rosse.  Attività fisica e sonno regolare per abbassare la produzione di questi ormoni.   Coccole di Elicriso, la crema senza acqua per la cura della Dermatite
Dermatite Atopica e alimentazione

Dermatite Atopica e alimentazione

Dermatite atopica a 360°. Il ruolo dell'alimentazione. Ti avranno detto di fare test allergologici, di eliminare alimenti che liberano l’istamina come pomodori e melanzane... e va bene. Avrai eliminato dalla tua dieta o da quella del tuo bambino questi o altri cibi indiziati, magari sarai stato meglio, magari qualcosa si sarà attenuato o magari nulla è cambiato. Spesso pensiamo che eliminando qualche alimento indiziato la Dermatite passi.  Molti mi hanno riferito che eliminando latticini sono stati molto meglio.  Ma molto meglio non vuol dire che sia tutto finito! Sai perché!? La dermatite atopica non è un'allergia alimentare, ma chi soffre di Dermatite è più probabile che abbia qualche allergia ad alimenti! Attenzione però non è detto che sia così! So cosa ti stai chiedendo ora: “allora posso mangiare tutto quello che voglio se non ho allergie particolari?!”  Quando mio figlio Elia ha iniziato a soffrire di Dermatite Atopica, pediatri e dermatologi non mi hanno mai detto dell’importanza dell’alimentazione per placare rossore, prurito e secchezza. L’ho capito dopo un bel po', quando ho iniziato a studiare ogni sfaccettatura di questa patologia per risolvere la situazione di mio figlio. Ero disperata! Sappiamo che la Dermatite Atopica è una malattia multifattoriale, le cause sono molte e sconosciute. Quindi rossore, prurito, eritema e compagnia bella possono essere scatenati potenzialmente da qualsiasi sostanza con cui entriamo in contatto. Molto importante è la cosmesi, una cosmesi senza acqua priva di sostanze irritanti e che rispetti la fisiologia della pelle. Perché saponi, creme ecc si mettono sulla pelle. Come i tessuti del resto. Oltre a questo voglio farvi riflettere sull’importanza di ciò che mangiamo. Il 15-20% della popolazione soffre di Dermatite Atopica e non è un numero piccolo. Dicono che sia una malattia genetica, del nostro DNA, ma in questi ultimi anni c’è un aumento significativo. Forse perché smog, cibo spazzatura, stress, cosmetici aggressivi sono aumentati? Tra i vari studi scientifici che ho osservato, molti parlano di Alimentazione e Dermatite Atopica. Non si tratta di un'allergia o un'intolleranza, o meglio, ci può essere un aggravamento dei sintomi, ma non è detto che il soggetto sia allergico. Il rapporto tra dermatite atopica e alimentazione è stato oggetto di studio per la prima volta negli anni '70 e '80 del secolo scorso, soprattutto dalla scuola pediatrica inglese. I ricercatori del tempo avevano individuato alcuni cibi che potevano indurre o aggravare la Dermatite Atopica. E tra poco vi dirò le principali classi indiziate. Sappiamo che la Dermatite Atopica è caratterizzata da una falla della barriera cutanea, quindi la pelle lascia entrare sostanze come virus, batteri e allergeni che in una pelle normale non entrerebbero. C’è quindi un'attivazione del sistema immunitario per combatterli ed ecco che bruciore, irritazione e prurito sopraggiungono. Il Sistema immunitario non si ferma e dopo aver eliminato le sostanze esterne continua la sua corsa. Il Sistema Immunitario si trova per il 70% nel nostro intestino e alcuni cibi che ingeriamo infiammano l’intestino e alterano quindi la flora batterica. Così lui si attiva ancora di più. Immaginate Sistema immunitario iperattivo sulla cute e il Sistema immunitario iperattivo in generale: UNA BOMBA. Quindi qual è questo benedetto ruolo dell’ alimentazione? Una dieta equilibrata può migliorare molto i sintomi! “Mangiare alcuni cibi che non stimolano e non causano l’infiammazione può aiutare a ridurre i segni e i sintomi della malattia” Lo  dice A.Martella, il Presidente dell'Associazione Italiana Dermatologi Ambulatoriali (AIDA). L'importante è limitare alcuni alimenti che scatenano il nostro Sistema Immunitario e irritano l’intestino, ed aumentare il consumo di alimenti che dall’altra parte hanno un'azione antinfiammatoria. Tra i cibi antinfiammatori ci sono anche i pomodori! E penserete: Ma come!? Mi dicono tutti di evitarli.. Una cosa che tengo a dirvi è che gli alimenti non vanno eliminati del tutto, a meno che non ci siano allergie, ma vanno dosati alla giusta maniera, magari evitati nelle fasi in cui la pelle è rossissima e super infiammata. Per poter dosare bene c’è bisogno di un nutrizionista che sappia di materia e problemi di pelle! Il fai da te, in questo caso è poco indicato. Ci sono cibi che in alcuni fasi vanno evitati, che è poi importante reintrodurre quando si sta meglio. Allora i maggiori indiziati quando si parla di Dermatite Atopica sono: Alimenti pro-infiammatori Alimenti istamino-liberatori Alimenti contenenti nichel, in caso di allergia     Coccole di Elicriso
Tensioattivi! Tutto quello che devi sapere...

Tensioattivi! Tutto quello che devi sapere...

Ammettiamo di aggiungere in un recipiente due liquidi che non legano quali olio ed acqua. Senza l’aggiunta del tensioattivo andranno ad aumentare la propria superficie di contatto formando così un liquido bifasico, che non può essere miscelato senza un input esterno (che sia esso di agitazione o di calore).  L'energia richiesta per permettere una emulsione può risultare enorme. Ed è qui che entrano in gioco i tensioattivi: aggiungendo un tensioattivo alla miscela dei due liquidi immiscibili, esso agirà riducendo la superficie di contatto e la tensione interfacciale, stabilizzando il sistema. Avremo quindi la formazione di piccole molecole disperse di un liquido all’interno dell’altro, una miscela “omogenea” di colore bianco/trasparente. La quantità di tensioattivo da aggiungere, per avere questo effetto, varia a seconda delle proporzioni delle parti idrofile (acquose) e lipofile (grasse) all’interno del tensioattivo stesso.  Tensioattivi: che cosa sono e quali sono i rischi per la salute I tensioattivi sono delle sostanze, di origine naturale o prodotti per sintesi chimica, entrati nell’uso comune. Sono presenti, infatti, in moltissimi prodotti di uso quotidiano, come i detergenti e i prodotti per la pulizia, ma anche nei cosmetici e nei farmaci. Il campo di applicazione di questi composti è vastissimo, in particolare grazie alla loro capacità di rimuovere lo sporco e di bloccare lo sviluppo dei batteri. Inoltre, hanno il vantaggio di essere piuttosto economici e produrre parecchia schiuma: due motivi che li hanno resi diffusissimi nei prodotti di consumo.Tuttavia, negli ultimi anni si è scoperto che alcuni tipi di tensioattivi, se usati in grandi quantità, sono dannosi per la salute in relazione ai residui di metalli pesanti che rilasciano nell’acqua, sui tessuti della pelle e nell’ambiente. Tensioattivi chimici e tensioattivi naturali I tensioattivi di origine naturale e quelli prodotti per sintesi chimica si differenziano per la materia prima da cui sono prodotti, vegetali nel primo caso e fossili nel secondo, anche se gli utilizzi e le caratteristiche sono piuttosto simili. In natura esistono tensioattivi vegetali derivati dal cocco o dall’olio d’oliva. I saponi tradizionali, come il sapone di marsiglia, venivano prodotti proprio da questi oli. I tensioattivi chimici, invece, sono prodotti attraverso petrolati, che possono essere dannosi per la salute e inquinanti, in quanto non sono biodegradabili. Perché i tensioattivi possono essere dannosi per la salute Sui tensioattivi chimici e sulla loro pericolosità le opinioni sono discordanti. Per quanto si tenti di negare i danni che queste sostanze portano all’ambiente e alla salute, molti esperti sono concordi nel denunciare il pericolo di queste sostanze, soprattutto per quanto riguarda quelli chimici. Si ha un importante impatto sull’ambiente sia in fase di produzione, sia nel momento in cui vengono immessi nell’ambiente con gli scarichi. Durante la produzione, gli scarti dei petrolati possono finire nelle falde acquifere, attraverso le quali si diffondono nel suolo. La scarsa biodegradabilità, inoltre, fa sì che provochino squilibri ambientali e inquinamento, in particolare nel mare dove alterano l’ecosistema. I tensioattivi di origine vegetale di solito sono meno dannosi, tuttavia talvolta vengono anch’essi lavorati chimicamente, come nella produzione di etossilati, perdendo così la loro biodegradabilità. Per quanto riguarda la salute di chi li utilizza, i danni maggiori derivano dai tensioattivi anionici, a causa della loro aggressività: per esempio, il Sodium Lauryl Sulfate (SLS) e il Sodium Laureth Sulfate (SLES) tendono a eliminare lo strato lipidico della pelle e sono sconsigliati per chi ha la pelle secca o delicata. I rischi per la pelle sono elevati, in quanto, non essendo biodegradabili, rilasciano residui che restano attaccati ai tessuti. L’elevata esposizione a queste sostanze ha aumentato la sensibilità della pelle e ha reso molto frequenti dermatite allergiche da contatto o dermatiti di tipo irritativo. Le virtù di una crema WaterLess Una crema WaterLess, cioè senza acqua (ne esistono poche in commercio), evita l'emulsione tra acqua ed olio, avendo al suo interno solo sostanze grasse. Per questo evita qualsiasi tipo di Tensioattivi, rendendo inutile la sua funzione. Scopri la 1° Crema WaterLess sul Mercato Italiano: "Coccole di Elicriso"
Irritazione e prurito: sapone liquido o solido? Ecco i 5 motivi della mia scelta

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Ci sono differenze tra saponi solidi e saponi liquidi???Ecco i 5 motivi per cui ho scelto...
Come attenuare prurito, infiammazione e secchezza della pelle del tuo bambino

Come attenuare prurito, infiammazione e secchezza della pelle del tuo bambino

Voglio darti una bella notizia!!! Ti starai chiedendo se è possibile attenuare prurito, infiammazione e secchezza della tua pelle, tutti sintomi che fanno parte della tua vita quotidiana e che, magari da anni, ti stanno tormentando. Chi soffre di dermatite atopica convive ogni giorno con questi sintomi, sintomi che rendono la vita quotidiana un inferno.  Sintomi che vengono sottovalutati dalle persone che ci stanno intorno e spesso, purtroppo, anche dai medici stessi.  Ci sono momenti in cui ti senti “guarito”, la tue pelle è solo un po' secca, l’infiammazione e il prurito sono scomparsi... E poi tutto in un colpo, la Dermatite torna senza bussare alla porta e non puoi fare altro che tenertela! “La Dermatite Atopica è una malattia cronico recidivante, che alterna momenti in cui l'infiammazione è più acuta, a momenti il cui fastidio è più lieve.” Lo dice il dottor, Antonio Cristaudo, responsabile del Servizio di Dermatologia  allergologica dell’IFO - Istituto dermatologico San Galliano di Roma. Lo so bene perché ci sono passata con mio figlio Elia, dai 3 mesi abbiamo iniziato a convivere con la nostra Cara “amica” Dermatite. Dopo mesi di delirio in cui ho provato qualsiasi cosa, creme, dottori ecc, ho capito una cosa: "Se continui a fare quello che fai normalmente nella vita quotidiana, senza prestare attenzione a cosa ti dice la pelle, i sintomi tornano sempre." C’è bisogno di accortezze, che tra poco scoprirai. In alcuni, soprattutto nei bambini, la Dermatite sparisce così da un momento all’altro, non sappiamo ancora perché, ma succede. In questi casi ho i miei dubbi che si tratti davvero di Dermatite Atopica. Perché? La dermatite atopica è un'infiammazione della pelle cronico-recidivante. Un parolone che significa che la pelle, più di preciso la barriera che dovrebbe proteggere la pelle è alterata per motivi genetici e psicosomatici, e questa alterazione è cronica nella maggior parte dei casi. Non dura 1 o 2 giorni, ma dura molto tempo. Per alcuni tutta la vita. E' recidivante, cioè sembra che in alcuni momenti sparisca, ma poi basta un nulla per farla tornare. Il punto è che se è cronica non se ne va, si nasconde solo per un po'. Quindi la brutta notizia è che non svanisce da un momento all’altro e questo spesso non ce lo dicono, quindi facciamo la nostra terapia con la speranza di guarire e poi rimaniamo delusi.  La bella notizia è che con le giuste accortezze quotidiane possiamo tenere prurito e infiammazione nascosti.  Ho avuto molte esperienze con Elia e studiato la malattia, le linee guida, i prodotti che ho usato nel dettaglio e tra poco voglio dirvi a cosa ho prestato attenzione. Sono 2 le cose che dobbiamo fare, al di là della terapia prescritta dal dermatologo, che è sempre bene interpellare. Idratare e nutrire la pelle ogni santo giorno, perché c’è bisogno di ripristinare e aiutare questa barriera alterata e questo lo sapete già. Tenere lontano le sostanze potenzialmente irritanti, perché questa barriera ha delle fessure e ogni santa volta che arriva una sostanza irritante, penetra e scatena il sistema immunitario, che è anch'esso alterato i iperattivo, inizia bombardare questi nemici con conseguente infiammazione e prurito. Ma Dove si trovano queste sostanze  ? Cosmetici (creme, detergenti, oli): dobbiamo sceglierli con cura, senza sostanze che possono irritare e spesso se contengono acqua , ve lo dico sempre, queste sostanze le hanno di conseguenza. Detersione, attenzione alla doccia, l’acqua è il vostro nemico numero uno. Bagni poco frequenti, di 5 minuti e con acqua tiepida e pressione dell’acqua bassa in caso di doccia. Tessuti, molti sono irritanti e chimicamente lavorati. Meglio chiari e lisci.  Attenzione a come lavate i vostri vestiti perché detersivo e ammorbidente (da eliminare) hanno sostanze irritanti. Sudore, evitate di vestirvi troppo, di tenere la casa a 200 gradi perché il sudore irrita. Casa: la casa è l’ambiente in cui vivete, per il motivo sopra evitate di tenere alte temperature, anche perché un ambiente secco disidrata la pelle, arieggiate più che potete, soprattutto la camera da letto e attenzione ad acari e polvere. Anche i detersivi che utilizzate possono essere dannosi. Ultimo ma non per importanza ALIMENTAZIONE, ci sono alimenti che aiutano a sfiammare e idratare la pelle, come frutta e verdura e altri che possono scatenare i sintomi.
Dermatite Atopica nei Bambini: Il Legame Segreto con le Allergie e le Intolleranze Alimentari

Dermatite Atopica nei Bambini: Il Legame Segreto con le Allergie e le Intolleranze Alimentari

  Se il tuo bambino soffre di dermatite atopica, ti sarai sicuramente domandata se vi possa essere un collegamento tra questa condizione cutanea e possibili allergie o intolleranze alimentari. "È possibile che l'allergia o intolleranza di mio figlio influenzi la sua dermatite?" o "La presenza di dermatite indica che mio figlio potrebbe essere allergico a specifici alimenti?" Sono domande frequenti tra i genitori che navigano nella complessità di questa condizione.  In questo articolo, ci addentreremo nel mondo complesso e interconnesso delle allergie alimentari, delle intolleranze e della dermatite atopica. Esploreremo se e come certi alimenti possono influenzare la condizione della pelle dei più piccoli, aggravando il prurito e le irritazioni cutanee. Affronteremo anche il tema dei test per allergie e intolleranze: sono davvero la chiave per capire cosa sta irritando la pelle del tuo bambino? Sono necessari o esistono altri modi per identificare i potenziali cibi scatenanti? Continua a leggere per scoprirlo.   Chi sono   Sono la Dottoressa Lorenza Satti, mamma farmacista che ha affrontato personalmente e sconfitto la dermatite atopica del proprio bambino. Nel corso degli anni, ho dedicato la mia esperienza e la mia conoscenza al benessere della pelle dei bambini, aiutando centinaia  di piccoli pazienti  e adulti a raggiungere una pelle sana e radiante. La mia missione è offrire un approccio completamente naturale e privo di farmaci, creme idratanti convenzionali o sostanze aggressive per la gestione pratica della pelle del bambino. Nel nostro percorso insieme, non prometto soluzioni miracolose, ma offro una guida passo dopo passo e prodotti di altissima qualità, come Coccole di Elicriso. Se stai lottando contro la dermatite e il fastidioso prurito, devi sapere che non è normale vivere con queste sensazioni e che c'è sempre una speranza. Inizia il tuo percorso da qui: Versione soddisfatta o rimborsata e scarica gratis il mio nuovo Manuale "Meno prurito in 7 giorni", dove troverai consigli pratici e quotidiani che fanno la differenza.     Dermatite, allergie e intolleranze alimentari: c’è un legame? Pur essendo tre condizioni completamente diverse, dermatite, allergie e intolleranze alimentari sono, in qualche modo, interconnesse. Per comprendere meglio questo intreccio, è essenziale partire dal distinguere le tre condizioni: La dermatite atopica è una condizione cutanea infiammatoria che causa secchezza, rossore e prurito intenso. Viene definita multifattoriale in quanto dovuta a una combinazione di fattori genetici e ambientali. Le allergie si verificano quando il sistema immunitario reagisce in modo eccessivo a sostanze esterne (allergeni) che normalmente sono innocue, come pollini, peli di animali o certi alimenti. Questa reazione può causare sintomi che vanno da lievi a gravi e che, in alcuni casi, possono manifestarsi anche sulla pelle. A differenza delle allergie, le intolleranze non coinvolgono il sistema immunitario ma piuttosto il sistema digestivo, che fatica a elaborare determinati alimenti o componenti alimentari, come il lattosio o il glutine.   Sia le allergie che le intolleranze alimentari possono contribuire ad aumentare l'infiammazione nel corpo, peggiorando potenzialmente i sintomi della dermatite atopica. Gli allergeni, infatti, possono scatenare una risposta immunitaria che si manifesta attraverso l'infiammazione della pelle, aumentando rossore e prurito. Spesso, per placare questi sintomi, vengono prescritti antistaminici e creme cortisoniche che però potrebbero non risolvere la situazione, come la testimonianza qui sotto. Quanto alle intolleranze, possono creare uno squilibrio a livello intestinale, e sappiamo bene come intestino e pelle siano strettamente connessi e del ruolo cruciale dell’alimentazione. Tuttavia, è importante sottolineare che non è detto che tutti i bambini con dermatite atopica siano necessariamente allergici o intolleranti a particolari cibi, ma gli studi ci dicono che chi ha dermatite atopica sembrerebbe essere più predisposto a determinate allergie o intolleranze alimentari.     I Test per le Allergie e Intolleranze sono necessari e affidabili? A questo punto, la domanda che molti genitori si pongono è se sia necessario sottoporre il proprio bambino a test specifici per allergie o intolleranze. La verità è che, soprattutto nei bambini con dermatite atopica, questi test possono a volte fornire risultati fuorvianti, con falsi positivi o negativi, anche perché il sistema immunitario dei bambini è in continua evoluzione nei primi anni di vita, rendendo meno affidabili i risultati fino all'età di circa 5 anni. Queste le parole di una mamma:     Dunque, i test potrebbero non essere sempre la strada da percorrere, a meno che non vi siano chiari segnali di altre problematiche o altri sintomi come vomito, reflusso, sangue nelle urine etc.    L’importanza di individuare i cibi “problematici" E allora cosa si può fare?  Piuttosto che affidarsi subito ai test, l'approccio consigliato è quello di osservare attentamente la dieta del bambino e le reazioni della sua pelle. Tenere un diario alimentare (può essere un quadernino, un’agenda, un’app sul telefono, qualunque cosa) può essere estremamente utile per individuare eventuali cibi scatenanti. È importante annotare tutto ciò che il bambino mangia e monitorare le reazioni della pelle, come l'insorgenza di rossore, secchezza o aumento del prurito. Questo metodo permette di identificare i cibi che stanno irritando e, di conseguenza adattare/modificare la sua dieta in maniera più consapevole. "Se un cibo sembra causare fastidio implica necessariamente l'esistenza di un'allergia o intolleranza alimentare?”, si chiede questa mamma:     Non sempre è così. In alcuni casi, infatti, anche il consumo frequente di un alimento (e quindi un suo accumulo nell'intestino) può infiammare e peggiorare i sintomi della dermatite atopica. Le tre principali categorie da tenere d’occhio sono: zuccheri glutine latticini   Insomma, come dico sempre, la gestione della dermatite atopica richiede pazienza e attenzione e spesso è attraverso l'osservazione diretta e l'adattamento della dieta che si possono fare i passi più significativi verso il miglioramento.   Il tuo bambino ha allergie o intolleranze alimentari? Dimmelo nei commenti! Un abbraccio,  Dott.ssa Lorenza      fonti: https://nationaleczema.org/blog/atopic-dermatitis-and-allergies-connection/
Allergie Primaverili e Dermatite Atopica nei Bambini: Soluzioni e Consigli

Allergie Primaverili e Dermatite Atopica nei Bambini: Soluzioni e Consigli

  La primavera porta con sé fioriture e giornate soleggiate più lunghe, ma per alcuni bambini e adulti con dermatite atopica significa anche l'arrivo di allergie stagionali e il possibile peggioramento di irritazioni e prurito. Anche se le allergie stagionali e la dermatite sono diverse, possono influenzarsi a vicenda negativamente. Le allergie possono peggiorare i sintomi della dermatite, e una pelle danneggiata dalla dermatite può diventare più sensibile alle allergie. perchè? In questo articolo, esploreremo cosa distingue e cosa unisce queste due condizioni e il ruolo del cosiddetto “intestino permeabile”, svelando come un approccio mirato al benessere intestinale e immunitario, tramite l'uso di probiotici e vitamina D, possa tenere a bada i sintomi di irritazione e prurito sia in caso di allergie, sia di dermatite atopica.   Chi sono     Sono la Dottoressa Lorenza Satti, mamma farmacista che ha affrontato personalmente e sconfitto la dermatite atopica del proprio bambino. Nel corso degli anni, ho dedicato la mia esperienza e la mia conoscenza al benessere della pelle dei bambini, aiutando centinaia  di piccoli pazienti  e adulti a raggiungere una pelle sana e radiante. La mia missione è offrire un approccio completamente naturale e privo di farmaci, creme idratanti convenzionali o sostanze aggressive per la gestione pratica della pelle del bambino. Nel nostro percorso insieme, non prometto soluzioni miracolose, ma offro una guida passo dopo passo e prodotti di altissima qualità, come Coccole di Elicriso. Se stai lottando contro la dermatite e il fastidioso prurito, devi sapere che non è normale vivere con queste sensazioni e che c'è sempre una speranza. Inizia il tuo percorso da qui: Versione soddisfatta o rimborsata e scarica gratis il mio nuovo Manuale "Meno prurito in 7 giorni", dove troverai consigli pratici e quotidiani che fanno la differenza.     Allergie Primaverili VS Dermatite Atopica: Cosa le distingue e cosa le unisce Spesso, chi soffre di dermatite atopica ha anche delle allergie (il perché lo scopriremo più avanti!) e purtroppo il cambio stagione può trasformarsi in un vero e proprio incubo. Rossori, irritazioni e prurito potrebbero intensificarsi, come puoi ben leggere da queste testimonianze:     Sebbene possano sembrare simili e a volte confondere, allergie stagionali e dermatite atopica sono due condizioni completamente diverse.   Le allergie sono risposte eccessive del sistema immunitario a una determinata sostanza generalmente innocua (come ad esempio il polline o gli acari della polvere), reazioni che spesso si manifestano anche sulla pelle con irritazioni e prurito.   La dermatite atopica è una condizione infiammatoria cronica della pelle, caratterizzata da secchezza, infiammazione e prurito intenso, ed è multifattoriale (può dipendere, cioè, da molti fattori, tra cui fattori genetici, ambientali e da un sistema immunitario iperreattivo)   Nonostante le distinzioni, esiste un nesso tra le due. Questo nesso può essere racchiuso nel termine "Marcia Atopica”.  Il termine "Marcia Atopica", molto dibattutto ultimamente, è stato introdotto anni fa per descrive un percorso che alcuni bambini con dermatite atopica potrebbero seguire, sviluppando nel tempo condizioni allergiche. Questo percorso inizia spesso con la dermatite atopica durante l'infanzia, e può progredire verso allergie alimentari, rinite allergica (noto anche come febbre da fieno) e, in alcuni casi, asma. Secondo gli ultimi studi, quindi, chi ha la dermatite atopica sembrerebbe essere più predisposto ad avere delle allergie (attenzione, non è una regola universale: è possibile, ma non è detto). Ma come mai? Continua a leggere!   Sistema immunitario e Intestino Permeabile  Questo processo, che abbiamo racchiuso nel termine “Marcia Atopica”, avviene perché chi ha la dermatite atopica o chi ha anche delle allergie sembrerebbe avere sia la barriera della pelle, sia quella intestinale più permeabili agli allergeni. Una volta che questi allergeni penetrano attraverso queste barriere, possono sensibilizzare il sistema immunitario. Il sistema immunitario si attiva per allontanare queste sostanze potenzialmente nocive e questo succede sia quando queste entrano in contatto con la pelle, sia quando vengono ingerite. E qui entra in gioco il cosiddetto “intestino permeabile”. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta. In condizioni normali, l'intestino ha il compito di far passare solo i nutrienti, che sono quelle sostanze che servono davvero all’organismo. Immaginate una rete con una maglia molto fitta: passa solo quello che deve passare. Nell'intestino permeabile, invece, la sua barriera è meno efficace: immaginate sempre una rete, ma questa volta con dei fori molto più larghi. Questo permette, purtroppo, a più allergeni e sostanze di entrare e passare nel flusso sanguigno, anche quelle riconosciute come dannose per l’organismo (che normalmente verrebbero escluse).     Il sistema immunitario si scatena... e risiamo punto e a capo con irritazioni e prurito.    Perché e come agire su intestino e sistema immunitario Come abbiamo appena visto, sistema immunitario e intestino sono coinvolti sia nelle allergie, sia nella dermatite atopica. Ecco perché è importante agire dall’interno e sostenerli entrambi, a maggior ragione durante il cambio stagione, soprattutto se il bambino ha sia dermatite atopica sia allergie.  Come farlo? Innanzitutto, attraverso l’alimentazione. Come dico sempre, un’alimentazione sana, varia e bilanciata è essenziale. A supporto dell’alimentazione, potresti introdurre degli integratori di Vitamina D (per il corretto funzionamento del sistema immunitario) e i Probiotici (per mantenere l’equilibrio della flora intestinale), naturalmente dopo esserti consultata con il tuo medico. A brevissimo, sul sito www.metodopellesana.it troverai Vita Bioma e Vita D3rma, i miei integratori di probiotici e vitamina d3, quindi...     Questo approccio, che si concentra sul rinforzo dell'intestino e del sistema immunitario attraverso probiotici e vitamina D e una sana alimentazione, potrebbe rappresentare una strategia promettente per alleviare i sintomi di allergie e dermatite atopica, consentendo ai bambini di godersi la primavera con più serenità.   E tu, hai mai dato vitamina d e probiotici al tuo bambino con dermatite atopica o allergie? Hai visto dei miglioramenti? Dimmelo nei commenti!   Un abbraccio, Dott.ssa Lorenza   fonti: legame allergie e dermatite: https://nationaleczema.org/blog/atopic-dermatitis-and-allergies-connection/ marcia atopica: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/pmc8620020/ intestino permeabile: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/pmc9101724/ Microbioma intestinale e pelle: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/pmc9311318/
Dolci di Pasqua Senza Rischi: Guida per Bambini con Irritazioni e Prurito

Dolci di Pasqua Senza Rischi: Guida per Bambini con Irritazioni e Prurito

La Pasqua, con le sue tradizioni e leccornie, porta allegria in ogni famiglia... o quasi. Per i genitori di bambini con irritazioni e prurito, infatti, questa festività potrebbe diventare fonte di preoccupazione a causa delle tantissime "tentazioni zuccherine”. I dolci pasquali sono spesso ricchi di zuccheri e questo potrebbe peggiorare prurito, arrossamenti e secchezza della pelle del tuo bambino. Tra poco ti spiego il perché! Ma non temere! Festeggiare la Pasqua senza rinunciare ai dolci è possibile.  In questo articolo ti svelo come fare a vivere le festività in serenità, con alternative dolci che rispettano la pelle delicata del tuo bambino, mantenendo prurito e arrossamenti a bada. Chi sono     Sono la Dottoressa Lorenza Satti, mamma farmacista che ha affrontato e combattuto personalmente le irritazioni e il prurito del proprio bambino. Nel corso degli anni, ho dedicato la mia esperienza e la mia conoscenza al benessere della pelle, aiutando centinaia di bambini e adulti nella gestione di arrossamenti, prurito e secchezza costanti. Nel nostro percorso insieme, non prometto soluzioni miracolose, ma offro una guida passo dopo passo e prodotti di altissima qualità.* Se stai lottando contro arrossamenti e il fastidioso prurito, devi sapere che non è normale vivere con queste sensazioni e che c'è sempre una speranza. Seguimi sui miei canali social: troverai consigli pratici e quotidiani che possono fare la differenza!      L’impatto dello zucchero su irritazioni e prurito  Uova di cioccolato a volontà, Colombe pasquali, dolci di tutti i tipi: durante le festività Pasquali, siamo circondati dallo zucchero.  I dolci non solo minacciano di mandare all'aria i tentativi di mantenere una dieta equilibrata, ma rappresentano una potenziale minaccia per chi lotta ogni giorno con irritazioni, arrossamenti e prurito costanti. Molte di voi hanno notato che la pelle del proprio bambino diventa più rossa, secca e arrossata dopo una scorpacciata di gelati, merendine, caramelle, cioccolato e dolciumi in generale:    Come mai succede questo? Molti studi vedono lo zucchero (soprattutto un accumulo di zuccheri) implicato nell’aumento dell’infiammazione in generale.  In altri termini, lo zucchero ha un ruolo attivo nell'innescare e sostenere processi infiammatori all'interno del corpo.  Il consumo eccessivo di zuccheri, soprattutto quelli raffinati, porta a un aumento dei livelli di glucosio nel sangue, che a sua volta stimola il corpo a produrre maggiori quantità di certe sostanze che aumentano quest’infiammazione. E indovina dove si ripercuote maggiormente quest’infiammazione in chi ha problemi di pelle? Sempre lì, sulla pelle. Inoltre, un eccesso di zucchero influisce negativamente sull'equilibrio del microbioma intestinale. Il nostro intestino ospita miliardi di microorganismi, che svolgono ruoli cruciali nella digestione, nell'assorbimento dei nutrienti e nella regolazione del sistema immunitario. Una dieta ad alto contenuto di zuccheri può favorire l’aumento dei "batteri cattivi” che si nutrono principalmente proprio di questi zuccheri. Si crea, quindi, uno squilibrio tra "batteri buoni" e "batteri cattivi”. Questo squilibrio potrebbe portare a un aumento dell’infiammazione in generale, che a sua volta stimola il sistema immunitario che reagisce con irritazioni e prurito... e risiamo punto e a capo.  Insomma, ridurre gli zuccheri potrebbe contribuire a sostenere un ambiente intestinale più sano, che poi si riflette positivamente anche sul benessere pelle.   Tre dolci alternative allo zucchero per i tuoi dolci pasquali Adesso ti starai sicuramente chiedendo: "Come posso fare per trasformare i dolci pasquali in opzioni un po’ più salutari per evitare che irritazioni e prurito aumentino?” Il mio consiglio è quello di sostituire lo zucchero raffinato con dolcificanti naturali che apportano dolcezza e benefici nutrizionali aggiuntivi. Te ne dico alcuni:  Miele: oltre a dolcificare, il miele possiede proprietà antimicrobiche e antinfiammatorie. Datteri: buona fonte di sali minerali, soprattutto di magnesio, calcio, ferro, potassio e zinco, i datteri sono una fonte ricca di dolcezza naturale e di fibre. Sciroppo d'Acero: con il suo sapore ricco e fonte di calcio, ferro e vitamina B1, lo sciroppo d'acero è perfetto per aggiungere dolcezza alle ricette pasquali. Ottimo, ad esempio, come glassa per i dolci.     Queste alternative, anche se sono più salutari dello zucchero raffinato, vanno comunque usate con attenzione per evitare di stimolare eccessivamente la risposta infiammatoria del corpo. Ricorda: la moderazione è la chiave.   I miei consigli extra per una Pasqua senza irritazioni Oltre a scegliere delle alternative allo zucchero per la preparazione dei dolci pasquali, cos’altro puoi fare per far sì che la Pasqua sia un momento sereno per te e per il tuo bambino? Continuare a mantenere una routine, quindi continuare ad avere tutti quegli accorgimenti pratici e quotidiani di cui parlo sempre che riguardano tessuti, detersione, alimentazione ecc. Continuare a utilizzare una buona crema emolliente, come Coccole di Elicriso, più volte al giorno. Stare serena e non andare nel panico se il tuo bambino mangia un pezzo di uovo di cioccolato per paura che la sua pelle diventi più rossa e pruriginosa. Come dico sempre, la parte emotiva è fondamentale: se sei agitata, il tuo bambino lo sente e questo potrebbe ripercuotersi sulla sua pelle.    D’altronde, negare completamente gli zuccheri a un bambino è molto difficile, come ci rivela questa mamma:     È normale che a Pasqua il tuo bambino voglia assaggiare l’uovo di cioccolato, non possiamo negarglielo. L’importante, come detto prima, è non esagerare: “La moderazione è la chiave”!   La Pasqua può e deve essere un periodo di festa serena anche per i bambini che si ritrovano a lottare contro secchezza, arrossamenti e prurito costanti.    E tu, hai mai provato a utilizzare queste alternative allo zucchero nei tuoi dolci? Dimmelo nei commenti!  Un abbraccio,  Dott.ssa Lorenza *n.b: Ricordiamo che tutti i nostri prodotti sono formulati per scopi estetici e di benessere personale e non intendono diagnosi, trattamento, cura o prevenzione di alcuna malattia. Per qualsiasi dubbio relativo alla salute o alla cura della pelle, vi consigliamo di consultare un medico o un dermatologo qualificato.

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